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Supercompensazione, qualità e sprint: le tre fasi della preparazione estiva

RASSEGNA STAMPA

 «Serve la testa» Inzaghi e il suo staff lo ripetono in continuazione. Il mantra è: «Se gira la mente girano anche le gambe». Ed è proprio l’aspetto psicologico quello che nelle ultime due stagione è mancato per fare il salto di qualità. Il gruppo sta bene. C’è tanta compattezza. Che poi è quella che fa la differenza contro le squadre più attrezzate. L’importante ripetono tutti è che la Champions non diventi una ossessione. C’è un’altra cosa che di sicuro non è sfuggita guardando gli allenamenti e le amichevoli: la Lazio va già veloce. Tutti tirati a lucido già prima del ritiro. Il preparatore Fabio Ripert, soprannominato “il prof.”, aveva consegnato delle tabelle personalizzate per ogni giocatore da seguire durante le vacanze. Un modo per evitare di perdere giorni preziosi. Preparazione divisa in tre fasi. Questo è il momento di accumulare benzina nei muscoli da usare durante la stagione. Si lavora per aumentare la soglia aerobica che consente un recupero più veloce in partita e riduce la percentuale di infortuni visto che i muscoli sono più elastici e ossigenati. Ieri pomeriggio di riposo proprio per eliminare le tossine della partita contro l’Entella. In serata cena e torta finale per il compleanno del ds Tare. 


LA SUPERCOMPENSAZIONE
Nella prima fase si è lavorato con il metodo della “supercompensazione”. Un processo fisiologico che porta il tessuto muscolare prima ad una fase di stress (fase catabolica) e poi, a seguito di un periodo di riposo, ad una crescita e adattamento del tessuto (fase anabolica). In parole povere si abitua il corpo a carichi di lavoro progressivamente crescenti. La seconda fase prevede esercizi più di qualità che di quantità. L’ultima parte, quella che verrà fatta nella seconda parte del ritiro a Marienfeld, servirà ad arrivare al top della condizione e della brillantezza. Scatti sui 15-20 metri, cambi di direzione, esclusività con la palla e con gli yoyosprint, attrezzi di nuova generazione per lo sprint. Piccolo neo qualche infortunio di troppo in questa prima parte. Ciro Immobile è in formissima, massa grassa intorno al 10%. Vola già. Più asciutto del solito Stefan Radu che ha diminuito i carichi muscolari in palestra lavorando molto sulle fibre bianche del muscolo (più adatte alla velocità) e meno su quelle rosse (consentono lavori di lunga durata). Un modo per essere più leggero e avere meno problemi alla schiena. 

Il Messaggero

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