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"Più di Gotze", tra speranze e realtà ecco chi è Tolgay Arslan

RASSEGNA STAMPA

Più di Gӧtze, anche più di Sahin, che tecnicamente lo ricorda molto. Anni fa a Dortmund era suo il nome che veniva fatto dagli esperti. Tutti puntavano su Tolgay Arslan, che con la primavera aveva segnato 13 gol in 21 partite. Doveva essere il centrocampista del futuro del club che, proprio in quegli anni, aveva cominciato a puntare con decisione sui giovani. Quando nel 2009 decise di lasciare il Borussia per andare all’Amburgo si mosse perfino Klopp che provò a convincerlo a restare: “Scusi mister – rispose Tolgay –, ormai ho dato la mia parola”. Ora sembra averla data alla Lazio, che vuole puntare su di lui per il dopo Biglia.

DIFFICOLTÀ – In realtà all’Amburgo le cose non andarono come sperava. Nel 2009-10, a 19 anni appena compiuti, l’esordio in Bundesliga: già al 39’ dovette però arrendersi per un problema muscolare. Quella la sua lacuna più grossa: in carriera si è rotto una volta i legamenti della caviglia (2010) e una volta il crociato (2015). In mezzo diversi stop muscolari. Da oltre una stagione è però sempre stato a disposizione. Nel 2015-16 ha vinto il campionato col Besiktas, ma, a causa dell’infortunio, ha totalizzato appena sei presenze.

PROFILO – Giocatore più di gamba che di impostazione, è da sempre molto ambizioso, in tutto. Nella realtà ha rifiutato più volte la convocazione della Turchia in attesa della chiamata della nazionale tedesca. Alla playstation adora prendere il Real Madrid, e il primo acquisto che fa è…se stesso. “Sì, sono effettivamente il più scarso in quel centrocampo – ammette scherzando –, ma sono anche il più giovane. Posso crescere bene”. Al tempo stesso è però sempre molto realista e schietto. Nel 2012-13 l’Amburgo doveva affrontare il Bayern Monaco che nella partita di campionato precedente aveva perso col Leverkusen. Quando gli chiesero se fosse il momento giusto per affrontare i bavaresi, forse in leggero calo, lui rispose con un dato semplice, semplice: “Statisticamente è più difficile che il Bayern perda due partite di fila rispetto a una sola”. Giustissimo, e in Baviera lo presero sul serio. L’Amburgo fra andata e ritorno subì 12 gol, ma quella di Arslan, a fine anno, venne votata dai tifosi tedeschi come frase più simpatica della stagione. Anche se ai tempi di Dortmund erano convinti che i sorrisi ai tifosi li avrebbe strappati più che altro per le sue giocate in campo. Ci proverà a Roma.gazzettadellosport

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