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Luis Alberto regista? Lo spagnolo ci prova

RASSEGNA STAMPA

Ci sono due precedenti illustri cui ispirarsi. Due accostamenti che mettono i brividi, ma che sono anche uno stimolo incredibile. Luis Alberto, per il momento, ci pensa il minimo indispensabile. Perché vuole vivere nella maniera più naturale possibile quello che può essere il passaggio cruciale della sua carriera. Che, ovviamente, non è il nuovo look (si è presentato in ritiro biondo), ma il cambio di ruolo. Dall'inizio del ritiro Inzaghi lo sta utilizzando come regista basso. Lo fa nelle prove tattiche e lo ha fatto anche mercoledì nel test con l’Auronzo. Non è dunque una trovata estemporanea, ma una scelta precisa, che ha tutta l’aria di essere definitiva.

PIRLO E VERRATTI Da trequartista a regista, dunque. Una metamorfosi tattica che ha due precedenti nobili (e dai risultati straordinari): quelli di Andrea Pirlo e Marco Verratti. Tanto il primo quanto il secondo nacquero trequartisti, Pirlo giocò per parecchi anni in quella posizione, poi nel Brescia di Mazzone arretrò il suo raggio d’azione. La trasformazione di Verratti è stata più rapida. Trequartista lo è stato nelle giovanili e poi nelle prime stagioni col Pescara. Regista arretrato lo ha inventato Zeman nell'ultimo anno in Abruzzo. In entrambi i casi, all'inizio, non pochi furono a storcere il naso. Tanto Pirlo quanto Verratti sembravano troppo leggeri per giocare davanti alla difesa, troppo tecnici per curare anche quella fase difensiva che è fondamentale quando si gioca bassi. Quel cambio fece invece la fortuna di entrambi.

AL LAVORO E se fosse lo stesso per Luis Alberto? Il calciatore spagnolo ci sta provando. Troppo presto per dire come andrà a finire. Ma la cosa importante è che il ragazzo si sia calato con piena convinzione nella nuova avventura tattica. Forse non sarà solo per questo, ma è un dato di fatto che in questi giorni ad Auronzo lo spagnolo è sorridente e disponibile come raramente si era visto nell'intera scorsa stagione. Nel test con l'Auronzo (per quello che può valere una partita del genere) ha convinto. Buona la prima, dunque, in attesa di prove più dure. Ma lui, intanto, studia e si applica. Dovrà migliorare nella fase d’interdizione, salire come ritmo e intensità, ma la strada è tracciata. Nella corsa a raccogliere l’eredità di Biglia c’è ora anche lui. Pensando a quei due precedenti illustri.

La Gazzetta dello Sport

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