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'9 GENNAIO 1900' – Tolfa: “Sul coronavirus il calcio pensava di essere estraneo. La comunicazione? Giusta la trasparenza ma è sbagliato far parlare tutti” (AUDIO)

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'9 GENNAIO 1900' – Queste le parole del vicedirettore del TG2, Rocco Tolfa, intervenuto stasera ai microfoni di Radiosei: “Col Coronavirus è come se l'Italia fosse stata colpita da uno Tsunami, dobbiamo affidarci agli esperti e eseguire le indicazioni delle autorità. Stare uniti perché è una battaglia che ci riguarda tutti, senza differenze. Il calcio? Penso che all'inizio ci sia stata la scelta di guardare i propri interessi e non quelli del paese, anche la Lega Calcio scegliendo di rinviare quelle gare. Penso forse anche alla pressione della Juventus che forse non voleva rinunciare ad un incasso, il fatto è che parliamo di un interesse non solo del calcio ma la questione riguarda l'intero Paese. Le situazioni vanno affrontate una alla volta cercando le soluzioni più adatte, all'inizio il calcio pensava di essere immune, ora siamo arrivati al punto di dover salvaguardare il campionato. L'unica considerazione che posso fare è che nella sera in cui era prevista JuveINtre a porte chiuse avremmo avuto il Classico della Liga, fermo restando che sulla scelta di non giocare avrebbero dovuto coinvolgere tutte le squadre mentre è evidente che qualcuno è stato danneggiato. Il ruolo svolto dalla comunicazione? Il nostro mestiere è raccontare ciò che succede, anche le notizie brutte. Forse all'inizio per alzare l'audience si è data la parola a tutti e non solo ad esperti o competenti della materia, questo forse ha creato ansia sviando l'attenzione. Bisogna essere responsabili, le notizie non vanno nascoste mantenendo equlibrio, l'enfasi usata all'inizio potrebbe aver fatto danni”.