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Juve e Lazio, parte la volata a due

RASSEGNA STAMPA

Ecco cos’è il calcio, anche a porte chiuse e con mezza Italia in quarantena, angosciata dal Covid-19: il gol di Dybala, splendido, geniale, emozionante, doppio tocco per il controllo ed esterno sinistro che sembra più una carezza al pallone che un tiro in porta. Finalmente, per qualche ora siamo tornati a divertirci e a sognare che si possa ancora giocare ed assistere a una delle volate più appassionanti degli ultimi venti anni. Juve in testa al campionato e sorpasso sulla Lazio firmato da Ramsey e Paulo, Inter praticamente fuori dai giochi anche se dovrà recuperare la partita contro la Samp. Il distacco e l’ansia da rimonta non favoriranno certo la squadra nerazzurra, che dopo aver perso all’Olimpico contro Inzaghi ha ceduto anche allo Stadium contro Sarri: la resa di Conte, dopo una lunga attesa per il dentro o fuori di Torino e un mercato di lusso.

La Juve ha imposto la sua legge trasformando la grande vittoria contro l’Inter proprio nella sfida alla Lazio, da cui è stata battuta già due volte: in campionato e in Supercoppa. Totale il successo di Sarri, che non ha avuto paura di stravolgere spartito e squadra, escludendo Pjanic e Dybala (decisivo al suo ingresso) e puntando su Bentancur, Ramsey, Higuain e Douglas Costa, con Cuadrado riportato nel quartetto difensivo. Una Juve d’assalto, in grado di comandare la partita e il possesso palla: il tecnico bianconero ha giocato solo per vincere, preparando anche la mossa successiva a quelle che avevano già sorpreso l’Inter. Dybala a completare il tridente nonostante l’1-0 del gallese: scelta offensiva per schiacciare i rivali, batterli, dominarli. E, infatti, subito dopo il primo gol ecco la perla del fuoriclasse argentino, una delle prodezze più belle della sua carriera, simbolo di una notte che ci ha riconciliato con il calcio: speriamo che il campionato, pur con tutte le norme di sicurezza stabilite dall’ultimo decreto legge, vada avanti per vivere un duello (con la Lazio) che si preannuncia spettacolare ed emozionante.

Conte ha perso una grande occasione, quella di osare, che non è proprio la sua dote migliore. Allo Stadium senza Eriksen, talento da cento milioni ancora sbattuto in panchina, e Inter preparata solo alla fase dell’attesa e non a quella dell’offesa. Eppure, dopo la sconfitta dell’Olimpico, era costretta a vincere e non ha fatto nulla, ma proprio nulla, per battere Sarri a Ronaldo. Anzi, dopo il gol di Ramsey l’Inter si è proprio arresa nonostante Conte, a gennaio, dopo le accuse alla società, avesse avuto Moses, Young e, appunto, Eriksen. Il risultato? Due sconfitte, contro Lazio e Juve, nette e indiscutibili. La sensazione è che da oggi lo scudetto diventi un affare tra Sarri e Inzaghi: naturalmente se ci saranno, come ieri, le condizioni per andare avanti. Corrieredellosport.it