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Chiusura senza podio, ma Immobile è nella storia!

SERIE A TIM

Ciro Immobile ha scritto la storia del calcio italiano. Con il gol realizzato a Napoli ha chiuso la stagione a 36 gol, ha vinto il titolo di capocannoniere del campionato, ha eguagliato Higuain per i gol segnati in un singolo torneo e ha vinto la Scarpa d’Oro. Un tris di traguardi che coronano una fantastica cavalcata, un meritato premio per un attaccante che, scherzo del destino, ha insaccato l’ultimo pallone della stagione proprio nella stessa porta del San Paolo dove il Pipita realizzò la rete del record 4 anni fa nella sfida con il Frosinone. Grazie anche ai gol di Immobile, la Lazio è stata protagonista di una stagione da applausi, ha sognato a lungo anche di toccare il cielo con un dito accarezzando il sogno scudetto, ma alla fine ha comunque festeggiato il quarto posto e la qualificazione in Champions che mancava da 13 anni.

Gattuso, prove di Champions ma Insigne va ko

Una Champions che non vedrà protagonista il Napoli l’anno prossimo, ma che Gattuso si troverà di fronte sabato prossimo in una partita da dentro o fuori al Camp Nou. Con il Barcellona bisognerà vincere o pareggiare segnando almeno due gol per raggiungere i quarti di finale (mai successo nella storia azzurra). Una partita che probabilmente non vedrà protagonista Insigne, uscito in lacrime nel finale contro la Lazio per un problema muscolare alla coscia sinistra. Una brutta notizia per il Napoli che ha fatto le prove generali della partita contro Messi e compagni, lasciando tracce incoraggianti per Gattuso.

Tris azzurro al San Paolo

La firma sulla vittoria l’hanno messa Fabian Ruiz, lo stesso Insigne, in gol su rigore, e Politano mentre alla Lazio non è bastato il momentaneo pareggio di Immobile. Ha fatto più possesso palla e ha tirato di più il Napoli, ma entrambe le squadre hanno costruito tanto. Gli azzurri dopo il vantaggio iniziale hanno sfiorato il bis con Insigne e Mario Rui, i biancocelesti sono andati vicini al secondo gol con Acerbi di testa. Vivace anche il secondo tempo, aperto dal rigore di Insigne (fallo di Parolo su Mertens) e da un palo di Correa e poi seguito dalle occasioni fallite da Fabian, Callejon, Marusic e ancora Correa.

 

ITensione in campo e fra le panchine

Momenti di tensione in campo nel finale: prima per un duro battibecco fra Gattuso e Inzaghi dopo un fallo di Manolas su Correa, poi un acceso faccia a faccia fra diversi giocatori per una brutta entrata di Luiz Felipe su Lozano e al fischio finale ancora tensione con Gattuso che è andato a cercare un componente della panchina laziale, che, a suo dire, lo aveva pesantemente offeso.

Il saluto di Callejon

Molto più toccante è stata l’uscita dal campo di Callejon, che ha giocato la sua ultima partita al San Paolo (Insigne gli ha lasciato indossare la fascia di capitano): sette anni entusiasmanti in campo e fuori, un esempio di professionalità per l’esterno che ha collezionato 348 partite in azzurro e che l’ultima la giocherà a Barcellona.

corrieredellosport.it