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Oggi l'addio della Città Eterna a Gigi Proietti

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Funerali blindati, a causa della pandemia Covid-19, e un lungo corteo scortato dai vigili urbani. Così Roma darà oggi l'addio a Gigi Proietti. Il suo grande pubblico potrà seguire le cerimonie in diretta su Rai Uno mentre ieri si stavano ultimando i preparativi in quella che era diventata la seconda casa del mattatore: il Globe theatre di Villa Borghese.
I cancelli sono sbarrati ma le luci si accendono di nuovo, dopo la chiusura della stagione estiva lo scorso ottobre che pure con tutte le limitazioni della pandemia aveva registrato l'ennesimo successo. Si sentono i rumori, di chi pieno di dolore, sta organizzando la sala di questo teatro elisabettiano che Gigi Proietti aveva ardentemente sognato e poi visto nascere. Cullato e cresciuto come fosse un figlio tra i versi di Shakespeare. Le sue maestranze, con cui lavorava dai tempi del Brancaccio, sono a lavoro perché oggi sia tutto perfetto per potergli dire addio. In una cerimonia breve, laica, necessariamente interdetta al pubblico, prima del rito funebre che sarà celebrato nella chiesa degli Artisti a piazza del Popolo. E fuori da quei cancelli, a poco a poco, la biglietteria del teatro si riempie di fiori. Come era accaduto di fronte alla clinica Villa Margherita dove Proietti è scomparso all'alba del suo ottantesimo compleanno. Da dietro la mascherina Annamaria si asciuga una lacrima: «Sa, io Proietti l'ho conosciuto perché lavoravo al teatro Sistina e quando ci fu il suo spettacolo sui Re di Roma il suo camerino era sempre pieno di fiori, perché così si usa quando ogni spettacolo registra il tutto esaurito». Alessandra invece è arrivata da Torvajanica e da un'ora prova a scrivere una lettera: «L'emozione - dice - mi sta giocando brutti scherzi, è una perdita enorme perché Proietti ha regalato tanto alle persone comuni, a quelle indifese, a quelle sfortunate. Ha donato tanti momenti di serenità a chi non ha nulla per essere sereno». E forse è questa la perdita più grande. 
«UN UOMO PERBENE»A Villa Borghese lo piangono in tanti, gli habitué del parco, come Alessio che da anni si allena a piazza di Siena: «Capitava spesso di incontrarlo, una mattina mi feci coraggio e gli dissi: Ciao Gì! lui mi rispose: Mi raccomando le flessioni. Da allora ogni volta che capitava, ci salutavamo». Ma anche i baristi dei chioschi: «Una persona perbene. Questa Villa non avrà più la sua voce gentile e verace». Le maestranze del Globe gli dedicheranno un tributo, ci saranno anche alcuni degli allievi del suo laboratorio insieme ad alcuni colleghi e a Walter Veltroni che nel 2003 insieme a Proietti e al contributo della fondazione Silvano Toti realizzò il teatro. Tutti oggi avrebbero voluto salutare Proietti dal vivo, esserci nelle tre tappe previste prima della cremazione al cimitero Flaminio: piazza del Campidoglio e poi Villa Borghese e infine piazza del Popolo. A causa della pandemia e delle relative misure per scongiurare gli assembramenti queste tre zone saranno interdette al pubblico. Sarà possibile seguire il corteo e le cerimonie in diretta su Rai Uno, mentre il Comune fa sapere che si sta già lavorando, per quando sarà possibile, a una giornata in cui Roma potrà celebrarlo. Intanto oggi in contemporanea con i funerali, la Casa del cinema ha organizzato un omaggio social per il grande mattatore e l'Ater, fa sapere la Regione, realizzerà un murale al Tufello, quartiere dove Proietti è cresciuto.

Il Messaggero