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Serve un colpo di scena entro la mezzanotte o la Virtus Roma sparirà dal grande basket

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Il termine ultimo, la mezzanotte di oggi, per tenere in vita la Virtus Roma si avvicina sempre di più. Ma, a meno di un clamoroso miracolo, la sorte del glorioso club sembrerebbe già segnata. Venerdì scorso la famiglia Toti ha inviato l'ennesima mail ai rappresentati del fondo monetario americano, chiedendo una risposta in tempi brevissimi sull'esito della trattativa della cessione della società. Nella stessa, alcune clausole che potevano in qualche modo essere di intralcio all'ingresso della cordata d'oltreoceano erano state eliminate. Neppure questa mossa però ha convinto sino a ieri la controparte a sbloccare l'operazione: dagli Usa è arrivato solo un silenzio tombale. Ieri la squadra è stata invitata a non allenarsi e questo lascia ben capire che aria si respiri all'interno della Virtus.  
 
SCENARI. Gli scenari che possono palesarsi oggi, visto che ieri di ufficiale non è accaduto nulla, sono tre. Il primo : entro oggi dagli Usa arriva il via libera all'acquisto. In questo caso Claudio Toti provvederebbe a saldare i 38.000 euro che la Fip attende entro la mezzanotte (la seconda rata delle tasse Fip di 35.000 euro e la multa di 3.000 per ritardato pagamento); seppure gravata di una penalizzazione di 3 punti, la società continuerebbe il campionato di A. La seconda e la più improbabile, che lascerebbe ancora in vita la Virtus Roma: nonostante il silenzio degli statunitensi Claudio Toti ancora una volta, come già accaduto in passato, torna sui suoi passi e decide di proseguire da solo. La terza: il patron e il figlio Alessandro, attuale presidente, ritirano la squadra, non potendo più sostenere le spese di gestione e lasciando così la serie A zoppa a 15 squadre. Quest’ultimo caso dovrebbe portare a escludere il ventilato blocco delle retrocessioni, per il quale Toti aveva spinto in Lega, con una unica squadra che sul campo lascerà, a fine stagione, la serie A.  In tanti oggi attenderanno notizie: la squadra, con i tre giocatori Usa ancora a disposizione (Robinson, Wilson e Beane) che sono ancora nella Capitale; i dipendenti della società; i tifosi, uniti da un ideale cordone ombelicale per capire quale sarà futuro. La Federazione vigila e attende, ma di più non può certo fare.  E il Comune di Roma? Dopo aver speso tante parole professando vicinanza al club e garantendo il massimo appoggio, è da tempo silente. E la città è ormai ad un passo di perdere la Virtus. 

Il Corriere dello Sport