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La Lazio vince ma non tutti sorridono: Pereira lascia la panchina

RASSEGNA STAMPA

Vittoria ritrovata. Il sorriso pure ma non per tutti. Eh già perché si allunga in casa Lazio la lista dei giocatori penalizzati dalla gestione Inzaghi. Amareggiati, delusi, scontenti perché non riescono a trovare il giusto spazio nelle rotazioni del tecnico che finisce senza voce e in conferenza stampa non parla. Situazioni diverse, da valutare caso per caso, ma da non sottovalutare sia per non minare la tranquillità dello spogliatoio, punto di forza delle precedenti stagioni, sia per non gettare all'aria investimenti e patrimoni della società. Così, anche dopo la vittoria con la Fiorentina, capita di vedere qualche muso lungo.
MAL DI PANCIA Nonostante giochi dal primo minuto e trovi il gol con tanto di bacio alla maglia per far capire le su intenzioni Caicedo non riesce proprio ad essere felice. Il Panterone, sempre pronto e con atteggiamenti mai sopra le righe, è il primo ad essere richiamato in panchina dopo il cambio Luiz Felipe-Patric effettuato nell'intervallo. Il volto dell'ecuadoriano è tutto un programma. Al suo posto Inzaghi manda in campo Akpa Akpro: Luis Alberto viene avanzato vicino a Immobile. E pazienza se Muriqi, costato 20 milioni di euro, e Pereira, arrivato in prestito dallo United con diritto di riscatto a 25 milioni, guardano la sostituzione con gli occhi sgranati: il loro turno non è ancora arrivato. Il kosovaro, al netto di infortuni e ambientamento, non ha ancora convinto e va bene ma Pereira?.
I MINUTI DI PEREIRASi scalda vicino al fallo laterale, sveste la tuta e quando Inzaghi termina il numero dei cambi, scatta verso gli spogliatoi. Il caso è servito. Nel deludente mercato rappresenta l'unica nota lieta eppure finora ha collezionato solo 11 presenze e 243 minuti giocati. Circa 22 minuti a partita: e solo in due occasioni ha giocato più di un quarto d'ora. Tanto che qualcuno ha instillato il dubbio che ci sia una clausola con dei bonus da pagare in relazione al suo minutaggio. Chissà... 
ALI TARPATEE c'è anche una situazione che riguarda Cataldi. Due anni fa dopo l'esperienza al Benevento, aveva messo in fila Parolo, Badelj, Murgia e Berisha. Lo scorso anno fu tra i protagonisti del sogno scudetto con tanto di assist e gol, su tutti quello in Supercoppa alla Juventus. Giocò nel post lock-down con una lesione alla caviglia. Risultato? Oggi sembra essere diventato l'ultima scelta. L'acquisto di Escalante, ieri all'ennesima prestazione sottotono, sembra aver tarpato le ali ad un prodotto del vivaio.

E.B. - Il Messaggero