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Da Radu a Immobile, quando conoscere il derby puó fare la differenza

APPROFONDIMENTO

Guai a sottovalutare l’esperienza. Essere abituati a giocare partite del genere può fare la differenza. E in casa Lazio in molti conoscono il peso e l’importanza del derby. A cominciare da Stefan Radu, che con quello di domani toccherà quota 20 presenze nelle stracittadine. Lui che è nella Capitale dal 2008 e che più di altri sa cosa voglia dire vincere o perdere. Non è una partita, è la partita. Quella che può spo- stare i giudizi e che, nella maggior parte dei casi, può valere un’intera stagione. Ancor di più pensando a quanto tempo sia passato dall’ultimo incrocio tra le due squadre.
Quasi un anno. Era il 26 gennaio 2020, finì 1-1 (gol di Dzeko e Acerbi). Una giornata particolare, si poteva ancora andare allo stadio senza restrizioni. La serata fu rovinata da una notizia tragica proveniente dagli Usa: la morte di Kobe Bryant in un incidente aereo. A distanza di tempo le cose sono cambiate di molto. Entrambe le formazioni sono evolute. E se la Romapotrà contare sull’entusiasmo degli esordienti, dall’altra la Lazio punterà sull’anzianità dei suoi interpreti. Sono già 9 le volte in cui Immobile ha dovuto affrontare i giallorossi da quando è iniziata la sua avventura laziale (ne ha saltato uno per infortunio).
La sua media è di tutto rispetto, avendo segnato 5 gol (3 in campionato e 2 in Coppa Italia), a meno due da Silvio Piola, miglior marcatore biancocelesti nei derby. Al momento ha raggiunto Giorgio ChinagliaTommaso RocchiAlejandro Demaria e Arne Selmosson (che ha indossato entram- be le maglie). L’ultimo sigillo risale al 2 marzo di due anni fa (3-0), quando la Lazio si aggiudicò la partita anche grazie alle reti di Caicedo e Cataldi. L’ex Primavera è l’unico oltre al giovane Armini, sponda biancoceleste, a essere nato e cresciuto a Roma. Per lui il derby ha un sapore particolare, anche se non potrà esserci a causa di un problema muscolare. Discorso diverso per il Panterone, reduce da un periodo di grande forma. I due gol consecutivi contro Parma e Fiorentina lo hanno fatto balzare in cima alle gerarchie dell’attacco (complice l’infortunio di Correa).
Il suo impiego non è così scontato, a differenza di quello dei tre in mezzo campo. MilinkovicLeiva e Luis Alberto. Passerà dai loro piedi gran parte del gioco, il cuore e l’anima della Lazio. Il Mago e il Sergente hanno avuto il privilegio di vedere il loro nome sul tabellino dei marcatori, una sensazione speciale. Mentre l’ex Liverpool è uno abituato a disputare partite di questo tipo. Quando indossava la divisa dei Reds ha affrontato l’Everton in 17 occasioni, perdendo solo due volte (9 vittorie e 6 pareggi).
Un passo indietro alla difesa. Oltre al già citato Radu, sarà fondamentale l’apporto di Luiz Felipe e Acerbi. Il centrale della Nazionale se la dovrà vedere con Dzeko, un duello carico di fascino. L’unico esordiente sarà Reina. Sfida a distanza con l’altro portiere spagnolo, Pau Lopez. Per Pepe il derby sarà doppio.

Il Tempo/