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Ramos sotto i ferri domani a Monaco: le vie regolamentari per sostituire il centrale brasiliano

RASSEGNA STAMPA

Si opera domani a Monaco di Baviera dagli specialisti a cui si appoggia il Bayern del vecchio amico Klose e chissà se farà in tempo a non saltare l’appuntamento degli ottavi Champions. Nella partita d’andata allo stadio Olimpico (23 febbraio) mancherà di sicuro, possibilità scarse per il ritorno all’Allianz del 17 marzo. Si prevedono 8 settimane di stop per Luiz Felipe. Due mesi pieni, forse due e mezzo. Non poteva più andare avanti, rischiava di compromettere la carriera: negli ultimi tre mesi, come nel derby con la Roma, ha giocato grazie alle infiltrazioni. L’intervento servirà per una “pulizia” della caviglia destra: verrà asportato un frammento che provoca dolore e gonfiore. Impossibile conviverci. Le terapie conservative non hanno funzionato e anche il tentativo di proseguire nella stessa direzione è abortito. L’infortunio di Luiz Felipe risale al 12 settembre, quando venne toccato duro da un’entrata cattivissima di Kastanos nell’amichevole di Frosinone. Non sono mai stati diffusi bollettini medici sul caso, venne respinta l’ipotesi della frattura, si parlò di un violento trauma contusivo. Luiz Felipe, in gran segreto, trascorse una decina di giorni per curarsi in Germania: rientrò il 20 ottobre, in tempo utile per il debutto Champions con il Borussia Dortmund, marcando (alla grande) il gigante Haaland e tenendo il campo per 55 minuti. A MEZZO SERVIZIO. In questi mesi non si è mai allenato bene, rischiando infortuni muscolari e spesso giocando solo un tempo. Inzaghi lo gestiva. L’8 novembre, con la Juve, la ricaduta alla caviglia provocata da un contrasto con Ronaldo. Dentro e fuori senza continuità. Così è proseguita la stagione di Luiz Felipe, il miglior difensore in organico con Acerbi. Titolare a Torino (vittoria per 4-3), con lo Spezia (2-1), nel ritorno con il Bruges (2-2), a Benevento (1-1) per un’ora, a tempo pieno con Napoli (2-0) e Milan (2-3) prima di giocare part-time con Genoa e Fiorentina e di prepararsi al derby con 90 minuti a Parma. Si sapeva già da inizio gennaio: si sarebbe fermato dopo il derby. Nelle stesse ore, guarda caso, era stata congelata la cessione di Vavro al Genoa. Preziosi si era lanciato su Sokratis Papastathopoulos (32 anni), appena svincolato dall’Arsenal. Ieri sera il greco è stato accostato anche alla Lazio. In scadenza con i Gunners c’è Skhodran Mustafi, ex Samp, albanese con passaporto tedesco, 28 anni: sul centro destra sarebbe perfetto. REGOLAMENTO. La Lazio per adesso esclude acquisti e non vogliamo crederci: sarebbe un errore clamoroso. Eppure Inzaghi si ritrova solo con cinque difensori di ruolo (ne giocano tre) più il baby Armini (mai impiegato) e Parolo adattato. Verrà reintegrato Vavro. A gennaio si può cambiare la lista all’infinito. Da febbraio in poi ci sarà una sola altra possibilità per una variazione in Serie A. Luiz Felipe a fine marzo-inizio aprile riprenderebbe il suo posto attraverso il taglio di Vavro. Qualora lo slovacco venisse ceduto, la Lazio avrebbe l’esigenza regolamentare di liberare un posto (attraverso altra cessione) a meno di non prendere un Under 22 o un giocatore cresciuto nel vivaio di Formello. Esempio: Tuia del Benevento, esordiente con Delio Rossi e (ironia della sorte) mollato dalla Salernitana due anni fa... 

Il Corriere dello Sport