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FOCUS - Lazio deferita, normative Uefa: spetta a Synlab avvisare le ASL?

APPROFONDIMENTO

Oggi la Lazio è su tutti i giornali per il deferimento arrivato ieri dal Procuratore Federale, Giuseppe Chinè, il quale contesta al club diverse presunte violazioni in merito al Protocollo CoVID Figc. In particolare, le mancate comunicazioni alle ASL riguarderebbero le positività riscontrate dal laboratorio Synlab, unica struttura accreditata dalla Uefa per testare i soggetti ipegnati in competizione europee, distinte dai campionati nazionali. Ebbene, proprio il volume della Uefa 'Return to Play Protocol', che nel sito figc è datato 27 agosto (Leggi https://www.figc.it/media/123675/appendix-a_uefa-rtpp_eng.pdf), sembrerebbe indficare nel laboratorio accreditato, la Synlab appunto, il soggetto deputato ad avvisare le autorità locali competenti. Andando per ordine, nel capitolo “UEFA PROTOCOL: MEDICAL PRINCIPLES”, intanto si legge che il suddetto volume è stato realizzato con uil supporto di esperti quali  il Professore Tim Meyer (GER) (UEFA Medical Committee Chairman), il dottor Zoran Bahtijarević (CRO) (UEFA Medical Committee third vicechairman), con la collaborazione di uno staff appositamente creato, composto dagli specialisti, dottor Charlotte Cowie (ENG), dottor  Edwin Goedhart (NED), Dr Niko Mihic (ESP) e infine il dottor Piotr Zmijewski (POL). Si legge ancora che il Protocollo Uefa, a livello normativo, gerarchimente è “inferiore” alle normative statali vigenti in ogni singolo paese membro. Arriviamo a pagina 9 del documento, più precisamente al punto 7.2, nel quale viene data la definizione di Testing Service Provider (TSP), che altro non è se non l'insieme delle strutture accreditate dalla Uefa per testare i giocatori, nel caso delle squadre italiane la arcinota Synlab. Il protocollo poi stila alcune definizioni, tra queste il cosiddetto Gruppo 1, letteralmente in inglese: “Teams: All players potentially participating to a UEFA Match together with the technical and operational staff such as coaches, assistants, physios, doctors, main contacts, press officers and match managers”. Tradotto: tutti i soggetti che potenzialmente potrebbero avere a che fare sia con l'organizzione sia alla partecipazione al match. 'Arriviamo a pagina 12, dove si entra nello specifico dell'effettuazione dei test, parliamo del punto 7.6, 'Management of test results'. Leggiamo, sempre a pagina 12, “If someone in Group 1 tests positive, the Testing Service Provider will immediately inform the relevant local authorities as required. The Testing Service Provider will also inform the team’s MLO, who must be aware of any obligations required by the relevant local health authorities that need to be followed either by the team or the person in question”. Ovvero, traduciamo, se qualcuno del suddetto Gruppo 1 risulta positivo, il TSP; ovvero Synlab nel caso Lazio, deve avvisare immediatamente le autorita locali come richiesto, ovvero le ASL o chi per esse, se fossero autorità sportive sarebbe specificato. Inoltre, Synlab deve avisare il Medical Liason Officer, ovvero il soggetto del club, un medico ovviamente, deputato all'osservanza delle norme sui protocolli CoVid; il MLO, prosegue la disposizione, deve essere a conoscenza di tutti gli obblighi normativi relativi ai rapporti con le autorità sanitarie locali più importanti. Allora, considerato che quanto scritto nel volume del 27 agosto scorso è ripetuto e ribadito in modo pedissequo dal Volume numero 3 della Uefa, datato 17 dicembre 2020 (LEGGI https://www.figc.it/media/130551/uefa-return-to-play-protocol-v3_en-003.pdf), stavolta al punto 7.7, a pagina 13. Quindi, ci domandiamo, se l'obbligo di avvisare le ASL, era in capo ai laboratori certificati Uefa, siamo certi che la Lazio abbia violato le regole? Almeno per quanto concerne la mancata comunicazione alle ASL i volumi Uefa che, ripetiamo, trovate elencati sul sito FIGC (LEGGI: https://www.figc.it/it/federazione/norme/protocolli-allenamenti-e-gare-nell-emergenza-covid/), forse tutta questa chiarezza sulle norme e sulle lora interpretazione appare confutabile. Non resta che aspettare.

lziofamily.it; Gianluca La Penna