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Indagine tamponi, le carte della Lazio: la mail arrivata solo martedì 3 novembre e la carenza di giurisdizione

APPROFONDIMENTO

Il giorno dopo il deferimento per il caso tamponi, l'interrogativo nel mondo Lazio è: riuscirà la squadra a isolarsi dalla bufera in corso? Il rischio di una destabilizzazione, a livello psicologico, è concreto: Lotito, che oggi sarà a Formello, e Inzaghi faranno di tutto per evitare che accada. Normale però che i giocatori si informino sulle possibili conseguenze del processo sportivo. Il tecnico, poi, è alle prese con un altro problema non di poco conto: l'infortunio di Radu. Una fastidiosa ernia inguinale lo limita, si stava cercando di gestire la situazione - per farlo giocare con il Bayern martedì - ma ieri sono arrivati segnali pessimi dall'allenamento: niente Samp e l'incubo di un'operazione che costringerebbe il romeno a un mese di stop. Poi c'è l'altra difesa, quella per contrastare le accuse sul caso tamponi. La Lazio parte dalla «carenza di giurisdizione sportiva della Figc e i suoi organi» rispetto a fatti connessi a una competizione Uefa, visto che le positività sono state rilevate prima delle gare di Champions con Bruges e Zenit. In quanto all'allenamento di Immobile, Leiva e Strakosha del 2 novembre, la difesa sostiene - con testimonianze - che al dottor Rodia la comunicazione ( da Synlab) della positività dei tre sia arrivata alle 10.49 di quella mattina: l'allenamento era finito alle 10.30. E sull'impiego di Immobile con il Torino, la Lazio ha avuto il via libera dalla Asl Rm 1, informata dal dottor Pulcini della negatività di Ciro ai tamponi svolti il 30 e il 31 ottobre: fatto confermato dal direttore della stessa Asl. Polemiche, ieri, sul procuratore Chinè, il cui figlio nel 2019 fu scartato dalle giovanili della Lazio: « Non c'è nessun motivo - ha detto Gentile - per mettere in dubbio la sua lealtà». 

la Repubblica - G.C.