Live Radio

Inzaghi ha scelto: Mateo Musacchio sarà il vice di Stefan Radu

APPROFONDIMENTO

Avvertiamo i brividi di Inzaghi. La difesa, già piena di anomalie, frana sotto i suoi occhi, è angosciato dal timore continuo di nuovi infortuni, al prossimo chiederà il mutuo soccorso. Simone ha perso Radu un mese dopo Luiz Felipe, due titolari su tre. Il Boss, stremato, ha spinto per l’operazione con l’idea di tornare il prima possibile. E’ stato sottoposto «ad intervento chirurgico per ernia inguinale. L’intervento, eseguito dal Prof. Paolo Barillari e dalla sua equipe, è perfettamente riuscito. L’atleta verrà sottoposto nelle prossime ore a monitoraggio clinico per quantificare i tempi per la ripresa dell’attività», è stato scritto nel comunicato diramato dalla Lazio. La società non ha fornito indicazioni rispetto ai tempi che dovrà osservare il difensore prima di tornare a disposizione. E’ ipotizzabile un mese di stop, ma Inzaghi spera possa farcela in circa tre settimane per averlo poco prima del 17 marzo, giorno di Bayern-Lazio (ottavi di ritorno Champions). Radu salterà sicuramente Samp (domani), Bayern (martedì l’andata), Bologna (27 febbraio), Torino (2 marzo) e forse la Juve (6 marzo). Il calendario successivamente prevede le partite con Crotone (12 marzo) e la trasferta tedesca. Gabbiadini per un’ernia inguinale è rimasto fuori due mesi, la Samp lo ritroverà domani. Il ko del Boss arriva nel momento peggiore, la difesa è decimata. Inzaghi nell’anticipo di campionato potrà contare solo su Patric, Acerbi e Musacchio più Parolo perché Hoedt è squalificato. Fa numero Armini, baby mai utilizzato, ieri ha giocato 90 minuti con la Primavera, era reduce da uno stop. Gli stessi uomini, più Hoedt, dovranno vedersela contro il Bayern Monaco e nel prosieguo. 

I fatti. La speranza cullata da Simone ad inizio anno («spero di riavere tutti a disposizione») resta lontana dall’avverarsi per uno strano contrappasso. E’ arrivato in emergenza al primo bivio stagionale. Dopo il ko di Milano serve una vittoria contro la Samp e la sfida al Bayern, da affrontare senza nulla da perdere, dovrà giocarsela con quattro difensori più un mediano adattato. Simone ha cavalcato, come un magnifico surfista, onde di ogni tipo in questi cinque anni laziali. E’ pronto a tutto per abitudine. Nella stessa settimana in cui sono arrivati i deferimenti della Procura federale (caso tamponi) ha perso Lazzari (squalificato per blasfemia), Hoedt (dopo il giallo di Milano) e Radu. C’è poco da dire e da fare. Simone ha deciso i piani d’emergenza partendo dalla difesa. Ieri ha provato Patric, Acerbi e Musacchio. Il Leone deve tornare centrale, l’ex milanista è stato testato sul centrosinistra, è il ruolo che lo aspetta. Non aveva mai giocato nella difesa a 3, perdipiù l’ha dovuto fare sul centrodestra (al posto di Patric due volte contro l’Atalanta e contro il Cagliari), adesso gli tocca la porzione di campo opposta. Non è un palleggiatore, non c’è altra soluzione. E da centrale non convince Inzaghi, questo dicono i fatti. Servono scelte a centrocampo. Marusic traloscherà a destra dopo l’exploit a sinistra. Sulla corsia opposta è stato provato Lulic, capitano redivivo. Non gioca titolare da un anno, finora è stato utilizzato in corsa. E’ in ballottaggio con Fares, fermato a dicembre da uno stiramento ad un polpaccio e dal Covid. L’algerino, finora spesso assente e/o deludente, non gioca titolare in campionato dal 29 novembre, giorno di Lazio-Udinese (1-3). Ha giocato in Coppa Italia contro Parma e Atalanta. Durante le prove di ieri sono stati alternati Escalante e Leiva, può ipotizzarsi un ballottaggio con staffetta. Milinkovic e Luis Alberto sono destinati agli straordinari. Akpa Akpro è da valutare come cambio: a Milano non è entrato, non sta forzando.  L’attacco. Inzaghi ha disposto due coppie d’attacco: Pereira-Muriqi e Correa-Immobile. Ciro si ricarica in partita, non riposando. Correa è il suo “partner” ufficiale, potrebbe essere insediato dal kosovaro. Caicedo è tormentato dalla fascite plantare, ieri non si è allenato, è di nuovo in dubbio. Si è rivisto Strakosha nel finale dell’allenamento, non è pronto. Un altro bel rebus.