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Rinnovo Simone Inzaghi: c'è l'accordo su tutto ma la fumata bianca slitta a fine marzo

RASSEGNA STAMPA

Non succederà oggi e nemmeno la prossima settimana o quella successiva. Ancora per qualche tempo, Simone Inzaghi resterà un allenatore in scadenza: il suo contratto con la Lazio si esaurisce il 30 giugno e non è previsto che firmi finché il campionato non si fermerà per la prossima sosta. Ma tutto è pronto: a meno che non capiti qualcosa di clamoroso e imprevedibile, il tecnico e Lotito sottoscriveranno l'accordo per andare avanti tra fine di marzo e inizio di aprile, quando non ci saranno partite e molti giocatori saranno in Nazionale. L'appuntamento è fissato, anche se date e orari con Lotito non sono mai scolpiti nella pietra. La firma di Inzaghi fino al 2023 o al 2024 sembrava dovesse arrivare già un mese fa. Gli stessi protagonisti della trattativa, allenatore e presidente, avevano dichiarato che gli ostacoli erano stati superati e dovevano solo trovare l'occasione per sedersi allo stesso tavolo e mettere gli autografi su quelle pagine. Il rinvio reiterato dell'annuncio ha favorito le voci su contrasti e dubbi, che avrebbero riguardato entrambe le parti, e nei tifosi si è creata un po' di apprensione. In realtà si è lavorato per sistemare gli ultimi dettagli (che proprio dettagli non sono). Inzaghi ha voluto tutte le garanzie del caso per i suoi collaboratori, che lo accompagnano da anni. Il suo ingaggio aumenterà, arrivando a 2,5 milioni netti a stagione più bonus, ma il tecnico ha tutelato l'intero gruppo di lavoro. Prima di firmare, Inzaghi cercherà di riportare la Lazio a ridosso del vertice. Gli ultimi passi falsi - in campionato ha conquistato solo tre punti in tre partite - l'hanno allontanata un po' dalle posizioni che valgono la Champions, ma anche le concorrenti hanno accusato qualche passaggio a vuoto. Adesso si entra in una fase caldissima, la sfida di domani con la Juve potrebbe rilanciare immediatamente i biancocelesti, che avranno poi un calendario non impossibile: Crotone, Udinese, Spezia, Verona e Benevento. Tutto in attesa di capire quale sarà l'evoluzione della battaglia legale per la gara contro il Torino, il cui risultato rimane sub iudice (così ha deciso ieri il Giudice sportivo, in attesa del reclamo da parte del club granata e delle controdeduzioni della Lazio: la decisione arriverà la prossima settimana). Contro la Juve, la Lazio dovrà dimostrare di avere superato lo choc procurato dal crollo contro il Bayern. Inzaghi lavora da giorni in questa direzione, avrebbe voluto giocare con il Torino anche per dare ai giocatori un'occasione di riscatto immediata dopo lo scivolone di Bologna, ora gli capita un avversario difficile e un'occasione importante. Alla Lazio mancheranno tre titolari: il lungodegente Luiz Felipe; Radu, che spera di rientrare presto in gruppo; il nuovo infortunato Lazzari. Ma il tecnico confida che siano i giocatori più talentuosi a prendere per mano il gruppo nel confronto con Cristiano Ronaldo: Milinkovic-Savic, Luis Alberto, Immobile.

S. A. - Il Corriere della Sera