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La coppia che segna torna insieme: Immobile e Caicedo titolari contro l'Hellas Verona

RASSEGNA STAMPA

Torre Annunziata e Guayaquil possono tornare più vicine di quanto non appaia sulla cartina. Immobile e Caicedo sono pronti di nuovo a far coppia. Nelle ultime due stagioni insieme hanno formato spesso il tandem portafortuna. Prima del lock-down, l'anno scorso, la loro media era addirittura in cima (32 gol) all'Europa. Ora è il momento di rianimarla. Dopo 9 gare d'astinenza, Ciro deve ritrovare la porta. Felipao vuole aiutarlo a riaprirla. Sono due centravanti, ma possono giocare al servizio della squadra. Sabato per esempio Immobile aveva sfornato un filtrante perfetto non sfruttato da Correa. Caicedo è subentrato al suo posto in corsa e si è preso la pesante responsabilità di trasformare il rigore della vittoria contro lo Spezia.
L'ASSIST
Nel finale Joaquin gli ha fatto l'assist per la prossima giornata: doppio giallo e squalifica (il Giudice Sportivo salva anche Lazzari con una sola giornata), toccherà all'ecuadoregno a Verona. Finalmente di nuovo con Ciro per la riscossa. I due a segno insieme contro la Fiorentina (2-1), il 6 gennaio, l'ultima volta. Eppure in tandem era toccato pure a Caicedo a Parma e a Immobile nel derby contro la Roma. E' sopratutto quest'ultimo a dover ritrovare la sua vena realizzativa, arrestatasi col Cagliari ((il 7 febbraio, il quattordicesimo centro in questo campionato) alla ventunesima giornata, a un passo dal gol numero centocinquanta. Da due mesi Ciro sta vivendo un'agonia. 
REBUS FUTURO
Mentre Luis Alberto (e anche Patric per la schiena) resta ancora a riposo per la caviglia, Caicedo prepara dal primo minuto la prossima sponda. Anche se lui non tradisce mai nella sua zona. Persino contro lo Spezia nel tabellino quasi al gong di fine partita: la metà (4 su 8) delle reti segnate dall'ecuadoregno in Serie A (contro Torino, Juventus, Crotone e Spezia) è arrivata negli ultimi 10' di recupero e ha portato alla Lazio addirittura 9 punti in classifica. Com'è possibile rinunciare a un simile amuleto per la prossima annata? E' vero da troppo tempo (la scorsa estate vicino al Qatar) reclama più spazio in squadra, ma ai tifosi non mostra una voglia d'addio scontata: «Se avessi rinnovato la Pasqua sarebbe stata perfetta? Mo chiamo il boss», la battuta.
RINNOVO E PREMI
La verità è che dopo la mancata cessione estiva e l'acquisto di Muriqi, la vita di Caicedo alla Lazio si è complicata. Per prolungare il suo contratto quasi (2022) in scadenza, nessuna dalla società gli ha fatto più una chiamata. E, dopo lo screzio di San Siro, anche la sinergia con mister Inzaghi si è deteriorata. «Ha già scelto i suoi 11 titolari», la frecciata lanciata da Felipao subito dopo aver segnato col Crotone prima della pausa. Aveva finalmente superato una fastidiosa fascite plantare e il tecnico lo aveva rilanciato nella mischia. Caicedo non porta rancore e non tradisce mai la sua stima. Chissà se nelle prossime ore, quando Inzaghi firmerà il rinnovo, non metterà con Lotito un'altra buona parola. A proposito, il presidente smentisce i rumors dell'ultima ora: «Incontro con Gattuso a Pasquetta? Non mi sono mosso di casa». Zona rossa finita: il presidente si dovrebbe spostare oggi a Formello per premiare Radu insieme a l'ex Favalli, superato col record assoluto di 402 presenze con la maglia biancoceleste nella storia. 
A. A. - Il Messaggero