Live Radio

Milinkovic lo sfata tabù ha messo il Milan nel mirino

RASSEGNA STAMPA

E’ uomo-derby, da agosto pure anti-Juve, adesso sotto col Milan. Insieme al Napoli, è l’ultima big imbattuta da quando Milinkovic è sbarcato in Italia. Ora è lui amuleto e pozione anti-tabù con questa maglia. Più la Lazio è giù, più la tira su. Anche per questo lo scaramantico Lotito non l’ha mandato per 50 milioni all’Inter o a Torino. Perché Inzaghi non può più rinunciare a questo cecchino. Spara ancora, Sergej. Con l’ultima fucilata ha ucciso un Chievo vivace, dopo la sosta all’Olimpico arriva un Milan forte e audace. Una diretta concorrente per la Champions, che l’anno scorso a marzo (dopo la vittoria dell’andata) strappò in extremis il pari con Suso. Milinkovic non può aver dimenticato la sua macchia, perse una palla a centrocampo che annullò quasi allo scadere il vantaggio del rigore di Biglia. Non ripeterà un simile errore, ormai ne va del suo onore. Anche perché adesso c’è un’altra motivazione in serbo, Milinkovic non è più un campioncino acerbo. Dopo le polemiche scatenatesi nei giorni scorsi per una possibile convocazione del Montenegro, Sergej sente questa rivelazione del suo ex allenatore dell’Under 21 Petkovic e ritorna allegro: «Il Ct Muslin ha sottolineato che le porte della Nazionale sono aperte a tutti, si porterà Milinkovic direttamente al mondiale in Russia per vincere». Insomma, basta continuare così, basta pedalare e correre.

RECUPERO Accelera a Formello, Milinkovic. Era affaticato, da ieri può già considerarsi recuperato. Una tempo qualcuno lo riteneva troppo lento, adesso il suo passo è accelerato. Incredibile la sua crescita a due anni da quando si presentò con un bacione di Giuda a Firenze: da allora 17 volte il suo nome sul tabellino, tra campionato e Coppa Italia, trasformate in 16 vittorie e un passaggio del turno con questa maglia. Nel 2015, 5,2 milioni più le commissioni al procuratore Kezman, fondamentale proprio per la mancata firma di Sergej coi viola e per il rinnovo sino al 2022. Ma in Belgio assicurano che quest’estate sarebbero arrivati al Genk altri 10 milioni di bonus dopo la sua esplosione. Nulla in confronto a quanto Lotito un giorno potrà ricavare quando arriverà la definitiva consacrazione. Intanto ogni colpo di Milinkovic già oggi vale un tesoro: quando segna, la Lazio vince sempre e parte il coro. Sergej fondamentale anche quando non fa un capolavoro: top player nei passaggi (51 su 65), nei tocchi (84) e ovviamente nei duelli aerei (3), anche a Verona questo gigante serbo senza nei.

FORMAZIONE Ancora non ci sarà Nani (ieri comunque 40 minuti di corsa coi compagni) titolare sulla trequarti, dovrà pensarci Milinkovic a far male al Milan e a riunire i reparti. Inzaghi spera in un altro suo gol d’ esterno per scatenare l’inferno. D’altronde, con Simoncino in panchina, otto sue reti corrispondono a otto vittorie (sette, più il centro per la finale dell’ultima Coppa Italia persa), inutile piangersi addosso per l’assenza di Felipe. Nel 3-5-2 Sergej in avanti rimette le ali e fa passare tutti i mali. In 40mila (al momento 11mila abbonati, 15mila biglietti venduti e 2mila ospiti) con lui vogliono alzare i boccali.

Il Messaggero – Alberto Abbate 

Tempo di esecuzione: 0.072756052017212
Controller: Articoli
ID Pagina: 1628
Elemento caricato: Articolo #1628
Moduli: ORM, Mobile, Db, Router, Meta, CookieLaw, DefaultView
Template: articoli
Loading ID: 0045f7e46b4ee1e1
View: DefaultView
Numero di query eseguite: 25
Numero di query preparate: 0
Lista tabelle interrogate:
/var/www/radiosei.it/public_html/func.php:124:
array (size=8)
  'articoli' => int 1
  'main_settings' => int 2
  'pagine' => int 2
  'spazi_pubblicitari' => int 5
  'pubblicita' => int 5
  'pubblicita_impressions' => int 4
  'categorie' => int 1
  'podcast' => int 1