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Luis Alberto vuole tenersi stretta la Lazio: avanti con lo spagnolo, poi se la vedrà con Nani e Felipe

RASSEGNA STAMPA

Segna sempre lui, canta felice la Nord laziale. Ciro Immobile è la certezza dell’attacco biancoceleste e pure di quello azzurro. Per lui 11 gol in 10 partite, amichevoli comprese, in questo inizio di stagione da applausi. E nelle 5 gare ufficiali, il centravanti campano ha colpito già 4 volte, tre con la Lazio (doppietta alla Juve in Supercoppa, un gol al Chievo) e una con la Nazionale, l’altra sera contro Israele. L’anno scorso, nelle prime 5 gare, aveva segnato solo un gol, quindi Immobile è partito perfino meglio della sua stagione record, chiusa con 31 reti, 26 con la Lazio e 5 con l’Italia. Tra gli acuti di Ciro, la nota stonata è che se stecca lui, la sua squadra resta a digiuno: è successo alla Biancoceleste contro la Spal e alla Nazionale a Madrid. Impossibile farne a meno, quindi, per Inzaghi e Ventura.
Nel 3-5-2 che il tecnico laziale considera il modulo base, Immobile è il punto fermo e Caicedo il suo vice, mentre per il ruolo di “spalla” di Ciro sono in corsa Luis Alberto, Felipe Anderson e Nani. Tocca a loro non far rimpiangere Keita, che nel segmento finale della scorsa stagione si era rivelato partner ideale del centravanti di Torre Annunziata. Al momento il titolare è Luis Alberto, tra i più convincenti dell’intera rosa in questa prima parte di stagione. Sta sfruttando al meglio, il jolly offensivo spagnolo, l’occasione che gli è capitata, con Felipe Anderson infortunato e Nani ancora alla ricerca della giusta condizione. Il portoghese ha bisogno di tempo per tornare al massimo e sta lavorando sodoa Formello: il debutto è previsto per il 17 settembre, quando la Lazio affronterà a Marassi il Genoa. Ma Luis Alberto è determinato a lottare per tenersi il posto e domenica contro il Milan ha intenzione di sfoderare un’altra prestazione brillante sul modello della Supercoppa: vuole essere decisivo con un gol o un assist per Immobile che, tra l’altro, in estate è stato inutilmente corteggiato proprio dai rossoneri. Ma Ciro è incedibile, almeno lui. Repubblica.it

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