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Tare: "Non siamo una sorpresa, è la Lazio che sognavo. Contratto de Vrij? Sono ottimista, ma serve nero su bianco"

DICHIARAZIONI

Tare ai microfoni di Mediaset Premium: "I risultati sono frutto di un lavoro profondo. Mi dà fastidio quando si utilizza la parola sorpresa, anno per anno abbiamo cercato di migliorare pezzo per pezzo. Adesso stiamo raccogliendo i risultati, ma non ci scordiamo che siamo all’inizio della stagione e non c’è nessuno motivo per volare troppo alto. Ci saranno delle difficoltà, come normale ma dovremo essere bravi a superarle con serenità e con il bel gioco, come abbiamo fatto fino adesso".

LUIS ALBERTO - “Ero convinto che avrebbe fatto qualcosa di importante con questa società, ma all’inizio abbiamo avuto delle difficoltà, gli è servito tempo per ambientarsi. Può dare ancora di più rispetto a quello che ha dimostrato”.

LAZIO D’ALTA QUOTA - “Per restare nei piani alti ci vuole tanta continuità. Juventus, Napoli, la stessa Roma, l’Inter, sono tutte squadre che hanno una mentalità vincente e tanti giocatori di qualità. Cosa che la Lazio ha raggiunto negli ultimi anni. Adesso abbiamo più bisogno della gente allo stadio, perché dispiace vedere una squadra che gioca un calcio fantastico e forse il migliore in Italia ma con uno stadio che lascia a desiderare”. 

QUESTIONE DI MENTALITÀ - “Ho sempre detto che la Lazio deve essere vista come un punto di arrivo e non un punto di partenza. Su questo stiamo lavorando da anni, così deve essere per tutti i giocatori. Per diventare una società importante serve anche questo senso di appartenenza da parte di tutti i componenti. L’importante è che quando si scende in campo si dà tutto per la maglia”. 

RINNOVO DE VRIJ - “Sono ottimista, c’è la buona volontà da entrambe le parti. Tra poco avremo un incontro con i suoi agenti e penso che alla fine avremo quello che vogliamo tutti quanti. Ma fino a che non vedo nero su bianco io sono sempre molto attento su queste cose”.

ALBANIA VS ITALIA - “Sono italiano d’adozione, ma sarò sempre Albanese. L’Albania è la mia patria e spero che vinca contro l’Italia perché noi albanesi aspettiamo da decine di anni questa partita. È capitata nel momento sbagliato perché avrei voluto giocare anche io. Andremo tutti allo stadio per tifare la nostra bandiera e la nostra patria”.

AGGIORNAMENTO - 

AGGIORNAMENTO ORE 19.05 - Poi è Igli Tare a fermarsi ai microfoni dei cronisti presenti ad Amatrice: “La cosa più importante quest’anno è che la gente che sta allo stadio cerca di essere il dodicesimo uomo in campo e questo mi fa molto piacere. Secondo me si può migliorare ancora tanto e mi auguro che dalla prossima partita ci possano essere sempre più tifosi presenti". Poi su Inzaghi e sul gruppo: "Per quanto riguarda Simone, conosce bene la società e cerca di insegnare il più possibile ai giocatori dentro e fuori dal campo. Finalmente ho raggiunto quella squadra che ho sempre sognato di avere, perché c’è un grande senso di appartenenza, tutti remano nella stessa direzione, soprattutto i giocatori più grandi che devono dare la linea guida in campo e questo è un elemento essenziale. Ci sono una serie di elementi importanti, il lavoro e la volontà di far bene. Lo stesso Nani ha detto di esser consapevole di giocare in una squadra con una grande storia e importante. È un bel segnale quando giocatori del suo livello dicono queste cose". Sulle presenze dei tifosi allo stadio: "Non so spiegarmi perché allo stadio non vengono mai in tanti, ma so che specialmente ora che la squadra fa bene sarebbe bello che venissero in molti. Adesso è il momento di rimanere con i piedi per terra e di capire fra sei mesi a cosa possiamo puntare". Un riconoscimento che omaggia Inzaghi e Tare, oggi ad Amatrice: "Il premio va dato alla squadra, fino adesso hanno fatto un lavoro eccezionale. Siamo sulla buona strada, dobbiamo continuare così. Per me è fondamentale che la gente capisca che è importante dare credito e tempo ai giocatori che arrivano, soprattutto agli stranieri, perché per loro è essenziale entrare nel meccanismo italiano, imparare la lingua e la mentalità. Qualcuno ci riesce da subito, qualcuno ha bisogno di più tempo, ma dobbiamo essere bravi noi ad aspettarli. Già a gennaio scorso avevo parlato con Luis Alberto e i suoi agenti e gli avevo spiegato che avrebbe trovato la sua strada con la Lazio e che qui avrebbe avuto modo di mostrare ciò che è capace di fare. All’inizio aveva avuto qualche difficoltà e poi verso la fine della stagione era entrato bene nei meccanismi della squadra e poi da quest’anno è diventato un punto di riferimento. Il merito di questi successi è di tutti, già due mesi fa ero convinto che questa sarebbe stata un’ottima squadra e che avrebbe raggiunto traguardi importanti”.

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