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Inter-Milan, derby in salsa cinese

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E’ un derby strano per motivi evidenti. L’ora, la diretta in Cina privilegiata alla diretta italiana, una sottomissione raccontata come modernità. Ma anche l’atmosfera complessa che forse tira tra i due proprietari cinesi. Credo convenga godersi questa diversità, ma che significa essere due cinesi? Si conosceranno? Sentiranno molto la rivalità o si ignoreranno come punti sperduti di una retta? Che vuol dire essere di Nanchino, di Shanghai o di Pechino? Il torinese è falso e cortese, il milanese è generoso, il fiorentino un chiacchierone. E quelli di Jiangsu? Cosa vorranno da un derby, più spettacolo o persuasione? E cosa avranno detto alle squadre? Riuscite a immaginare il colloquio? Direi che il derby viene a sancire oggi l’affermazione definitiva del calcio come linguaggio del pianeta. Le bombe madri, le portaerei negli oceani di casa, i missili nei deserti, le incomprensioni fra continenti e poi tutti per capirsi giocano a calcio. È molto più che sapere l’inglese. È l’unico argomento in comune che abbiamo oltre la paura. Direi che tutto questo comincia oggi anche se noi pensiamo più al mercato o al sesto posto. Nel dettaglio credo vinca l’Inter perché mi sembra più forte del Milan. È una squadra spezzata in due, non riesce ad avere un reparto di mezzo che sappia usare il calcio, ma ha giocatori più forti. Nel confronto il Milan mi sembra più forte solo in Romagnoli e soprattutto Suso, con Dybala e Insigne il miglior fantasista in Italia. Il resto è semplicità, bravura quasi confidenziale di Montella, molto più critico e duro di quanto sembri, un capo dal carisma rallentato ma sicuro. Il Milan è molto più organizzato dell’Inter altrimenti sarebbe 5-6 punti sotto a dov’è ora, ma non ha un attaccante certo, solo una forte suggestione come Bacca, uno da grande squadra, non da sesto posto, perché devi portargli il pallone fin davanti alla porta. Lapadula è stato sopravvalutato, gli altri sono al massimo fantasisti, non sentono il gol. L’Inter ha Icardi che si aggiunge alle due ali, che si aggiungono a Banega (se giocherà) e Gagliardini. L’Inter ha di più, è potenzialmente già pronta per un altro tipo di campionato, il Milan no, questa è la sua strada, è stato bravo a non perdere niente. Penso a un derby molto duro, atletico, falloso, deciso dal rendimento delle quattro ali in campo. Candreva è molto bravo a sembrare, meno a decidere. Crossa molto ma la metà sono cross inutili fin dall’inizio. Però, se vuole, se decide di rischiare il 5 in pagella, è quello che sa meglio leggere la partita. Suso è l’unico che ha le doti per mettere Bacca in condizioni di tirare. Deulofeu è come Perisic, sono salti di orbita, elettroni in libertà. Certamente giocatori potenzialmente decisivi ma non misurabili a tavolino. Io dico Inter ma sento Milan. Non è opportunismo, è che va così, un po’ di calcio e un po’ di sentimento. Infatti ho rinunciato a scommetterci sopra. Ne riparliamo stasera.

Il Corriere della Sera

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