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Incubo Lulic, primo derby con la fascia al braccio

RASSEGNA STAMPA

E’ l’uomo-derby per antonomasia. Un incubo perenne per i tifosi della Roma e rimarrà tale per chissà quanti anni, visto che il nome di Lulic è associato a una delle più belle gioie per i laziali e una delle disfatte più cocenti dei romanisti, tanto è stata la coppa Italia del 2013. Con quel gol il bosniaco, nella finale del trofeo conquistato dai biancocelesti il 26 maggio del 2013, è entrato nella storia del club e non verrà mai dimenticato. Una fortuna per un giocatore. Un gesto e un gol con il quale si potrebbe campare di rendita. Ma il buon Senad ha fatto tutt’altro che questo. Da quel giorno è diventato un intoccabile sicuro, ma non si è fermato lì. Anzi da quel momento, la carriera del numero 19 laziale ha avuto un’impennata. Si è consacrato dal punto di vista tecnico, ha saldato ancora di più il rapporto con la società e l’ambiente fino a diventare uno, se non il principale punto di riferimento dello spogliatoio. A maggior ragione dopo lo sfogo per la sostituzione al Dall’Ara, dove se la prese con Inzaghi. Ma anche lì si fece apprezzare dai compagni, chiedendo subito scusa, pagando la multa senza che la società gli dicesse nulla e portando tutta la squadra a cena.

LA PRIMA VOLTA Un esempio. La fascia di capitano è stata una logica conseguenza del suo cammino alla Lazio. Una specie di piccola consacrazione. E la gioia più grande ci sarà tra due settimane, quando per la prima volta giocherà la partita che più gli piace e attende con i gradi di capitano. Una responsabilità in più che non vede l’ora di provare. Talmente ci tiene alla stracittadina che è rimasto nella capitale per prepararla nel migliore dei modi e, perché no, far capire a chi non l’ha mai giocata, vedi Leiva e Marusic, ad esempio, cosa significa disputare un derby e sfidare la Roma, anche sbagliando come gli capitò quando se ne uscì con una frase infelice su Rudiger. Ma stavolta sarà un derby diverso che sentirà di più rispetto al passato, considerato che in palio non c’è solo il primato cittadino, quasi una nota a margine, ma obiettivi ben più alti come la Champions o anche rendersi conto di poter competere per il titolo.

L’OCCASIONE Per Lulic la parola scudetto non è nemmeno da pronunciare, ma sa tanto di scaramanzia perché se la Lazio dovesse continuare su questa strada e fare bene anche tra quindici giorni, a quel punto non sarà facile non pensarci. Per Inzaghi è un calciatore insostituibile e contro la Roma potrebbe anche non giocare sulla sinistra, ma essere spostato in mezzo accanto a Leiva e Parolo, qualora Milinkovic-Savic, che tornerà a ridosso della gara per via della trasferta in Cina, non dovesse essere pronto per giocare. Senad intanto mette quotidianamente la crocetta sul calendario, con il sogno di essere nuovamente protagonista, con un altro gol decisivo.ilmessaggero

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