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Felipe a due facce: l'Europa per fare la differenza

RASSEGNA STAMPA

Chiedimi se sono Felipe. Ma è proprio quello il problema: che Anderson vedremo, stasera all’Olimpico contro la Dinamo Kiev? Il fuoriclasse che umilia in slalom gli avversari-paletti e poi magari inventa un assist d’esterno a Immobile, come contro la Steaua, oppure il ragazzo indolente che sembra ti faccia un favore a giocare, incapace di lasciare un segno? La Lazio è ancora costretta a interrogarsi su questo talento irrisolto, calciatore dalle potenzialità infinite – tecnica, potenza, velocità: non gli manca nulla – ma discontinuo e caratterialmente fragile. Keita faticava ad accettare la panchina proprio come lui, però quando entrava spaccava la partita; Felipe invece a gara in corso non incide, soprattutto contro le grandi: si è visto con Milan e Juve. Adesso, a quasi 25 anni (il 15 aprile), il tempo dell’attesa è finito, la Lazio pretende una risposta definitiva: campione o ibrido? Anderson ha un paio di mesi per dimostrare che il suo club ha fatto bene a investire su di lui, preferendolo al monello Keita.

Di sicuro, dopo cinque anni a Roma, il brasiliano non è mai stato così vicino al divorzio. Ormai serve un colpo di scena, o di genio, per evitarlo: in agguato Napoli, Milan, Inter e club esteri assortiti (il ragazzo ha manager potenti come Kia Joorabchian e Giuliano Bertolucci), la valutazione è intorno ai 40 milioni. Inzaghi e i tifosi lo hanno perdonato per la ribellione durante e dopo la partita col Genoa, con conseguente esclusione dai convocati nella trasferta di Napoli, ma non basta: sul campo è chiamato fare la differenza, a partire da stasera contro la giovane e imprevedibile Dinamo. In Europa gli spazi si allargano, il suo scatto libero può diventare decisivo. «E poi sa metterti la palla al momento giusto, perfetta per segnare», lo esalta Immobile, che stasera farà coppia con lui. Inzaghi si affida a loro – quattro gol in due alla Steaua – per risollevarsi dopo le beffe con Milan e Juve. Nonostante gli sconti per la festa della donna, all’Olimpico previsti i soliti 20mila spettatori (300 gli ucraini, pronto il piano sicurezza), con incasso da 250mila euro (contro i 4 milioni di Milan-Arsenal). Chi tifa Lazio, spera almeno in una serata Felipe.

La Repubblica – Giulio Cardone 

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