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Lucas il gladiatore: stasera 400 volte Leiva

RASSEGNA STAMPA

Onorevole per meriti, reputazione, valori identitari, nobiltà calcistica e d’animo. Passano le stagioni, cambiano le mode, lui è sempre lì, al suo posto di combattimento. E’ un guerriero, ha la cavalleria di un antico ufficiale. Niente è mai stato pesante per le spalle di Lucas Leiva, figuriamoci le 399 presenze da professionista collezionate nel calcio internazionale, le porta con disinvoltura. L’esordio con il Gremio, i 10 anni di Liverpool, la nuova vita con la Lazio. Giovani ragazzi, giovani calciatori, da un giocatore così, da un campione così, potete e dovete prendere esempio. Lucas Leiva ha cavalcato i suoi anni calcistici con un pudore raro e continua a farlo a 31 anni. Sulle spalle ha portato pesi e responsabilità. C’è voglia e c’è bisogno di giocatori e uomini come lui. Lucas Leiva è un leader naturale, un favoloso Dorian Gray. Ha rischiato di invecchiare, di diventare vintage, di restare immortalato in una bella foto del passato. E’ ritornato al futuro. Trecentonovantanove partite da prof, stasera saranno 400. Il conto è presto fatto: 11 gare giocate nel Gremio, 346 nel Liverpool, 42 nella Lazio. Leiva è ad un passo dal traguardo tondo, lo taglierà in Europa League, indossando la maglia biancoceleste. Le 399 apparizioni si ottengono sommando 26 partite di Champions e 39 di Europa League (qualificazioni comprese), 247 partite di Premier League, 29 di serie A, 11 di campionato brasiliano, una di Supercoppa italiana, 4 di Coppa Italia, 18 di Fa Cup, 24 di Efl Cup. La somma è 399 firme da professionista (nel conto non sono comprese le 3 gare giocate nella Premier League 2 con il Liverpool under 23). Trecentonovantanove volte Leiva e 11 gol totali: 7 li ha segnati con il Liverpool in 10 anni, 4 con la Lazio in meno di un anno. Dentro le 399 partite affrontate in 13 anni di professionismo c’è la storia della sua vita, del suo talento, dei suoi cambiamenti.

Lucas Leiva si è fatto amare ovunque, in particolare a Liverpool, nel “sancta sanctorum” di Anfield. E’ entrato nella storia della Premier, è tra i primi 10 giocatori che hanno difeso per più tempo il loro club. Leiva (ex Liverpool) come Terry (ex Chelsea) e Rooney (ex Manchester United). Lucas Leiva ha dispensato sorrisi ed è stato contraccambiato con sorrisi: «Liverpool è una città speciale per me. Un terzo della mia vita l’ho vissuto in Inghilterra. Si invecchia, si acquisisce esperienza. Ho imparato molto dalla cultura europea, dalla cultura inglese e penso che questo mi abbia aiutato ad evolvere come persona. Credo di essere un giocatore che verrà ricordato per aver sempre lottato duramente per il suo club, è questo che viene apprezzato».

Se hai dato tutto in trincea meriti rispetto e gratitudine, ovunque tu abbia giocato. E’ così per Lucas Leiva. Quando ha lasciato Liverpool è stato salutato dai dirigenti, dai tifosi, dai compagni, dall’ex capitano Gerrard. Hanno pianto anche i cuochi della squadra, sono stati lanciati hashtag in serie. “You’ll never walk alone”, “non camminerai mai da solo”, gli hanno detto riprendendo l’inno di Anfield. «Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia», canta da sempre De Gregori intonando “la leva calcistica del ‘68". La Leiva calcistica, parafrasando un pò, nella Lazio 2018 è un inno di onorabilità.

Corriere dello Sport / Daniele Rindone

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