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Lazio, Milinkovic è il talismano per la Champions

RASSEGNA STAMPA

Un rimedio contro la sfortuna, Inzaghi confida nel gol dell’ultimo portafortuna: quando Milinkovic segna, la Lazio vince o pareggia. Entrambi i risultati a Crotone sarebbero utili per la causa. E allora, per gli oltre duemila tifosi in aiuto in trasferta, c’è il talismano Sergej sotto porta. Pronto di nuovo a salire in cielo per regalare la Champions. Anche perché potrebbe essere l’ultimo dono. E allora è questo il momento di lasciare nella storia biancoceleste il segno dopo Torino. Sotto la Mole era volato sulla luna per infilare lo 0-1. Poi, dopo il rigore procurato e sbagliato da Luis Alberto, aveva sfiorato in altre due occasioni la rete. Niente da fare, ma senza lo spagnolo e Immobile, domenica non potrà più sbagliare.

IL RECORD. In palio d’altronde c’è pure un altro record personale, che nessun altro purtroppo gli potrà eventualmente strappare. Stagione finita per Luis Alberto come lui a quota 11 centri, con un altro Sergej raggiungerebbe Candreva nel 2014. Altri due in campionato e diventerebbe il centrocampista più prolifico di sempre. L’anno scorso a Crotone fece tremare Cordaz con un tocco di punta, poi l’espulsione di Bastos spianò ai calabresi la salvezza. Stavolta Milinkovic dovrà mettersi dall’inizio sulle spalle la Lazio, è rimasto solo lui con Felipe a poter inventare una magia li davanti. Contro l’Atalanta fallito l’esperimento da centravanti, da dietro Sergej vede meglio la porta, gli riescono invenzioni strabilianti.

TALISMANO. Milinkovic farà anche arrabbiare per qualche leziosità di troppo, ma poi è quello che risolve le gare con un colpo. Due consecutivi con Samp e Torino per il 13esimo centro in stagione (2 in Europa League e 4 doppiette), senza considerare i 9 assist totali. E’ il centrocampista con più minuti nelle gambe in tutte le competizioni perché Inzaghi non ci rinuncia mai persino per i suoi poteri sovrannaturali: ogni volta che segna, la Lazio è imbattuta. Così sono arrivate sette vittorie (Nizza in Europa League, Chievo Verona sia all’andata che al ritorno così come la Sampdoria, Bologna e Sassuolo) e un pareggio con l’Atalanta all’andata. Basterebbe un suo gol e un’altra X nella prossima imboscata.

ADDIO. L’Europa che conta potrebbe essere decisiva pure per la sua sorte. Anche se in patria ormai ne sono certi: «Milinkovic andrà allo United per 90 milioni. Sarà il sostituto di Carrick». Battuta dunque, secondo i media serbi, la concorrenza di Bayer, Psg, City, Liverpool e Real, grazie all’intermediazione di Mendes, vicino alla Lazio e procuratore di Mourinho. In realtà, ex allenatore pure di Kezman, l’agente di Sergej che però non si sbilancia: «E’ normale che un grande club come lo United sia interessato, ma al momento non c’è ancora alcun accordo». Anche perché Lotito parte da una base di 150 milioni e vorrebbe pure aspettare il prossimo mondiale in Russia. Secondo la stampa balcanica, invece, l’annuncio verrà formalizzato ben prima. In ogni caso appuntamento dopo il 20 maggio, sino a quel momento Sergej dovrà avere in mente la Lazio e la Champions. Sarà l’amuleto di questa volata finale, domenica a Crotone dovrà tornare illegale.

Il Messaggero / Alberto Abbate

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