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Lotito e i suoi no. In difesa spunta Widmer

RASSEGNA STAMPA

«La Lazio non è un supermarket», perentorio il presidente Lotito a chi gli chiedeva quanto valessero i propri gioielli. Nessuno è in vendita, a meno che non arrivino offerte irrinunciabili per i big o che siano loro a chiedere di andare via. E di proposte, nel corso dei mesi, ne sono arrivate, tutte rifiutate dal patron. Alcune sono state reputate troppo basse, su altre è stato posto un veto assoluto.

Tra queste, gli 80 milioni messi sul piatto per Immobile. Non è un mistero che ci abbia provato il Milan e ci riproverà in estate se risolverà i problemi finanziari. Per il capocannoniere della Serie A si sono fatti avanti anche club di Premier ma «è normale dopo aver fatto così tanti gol», ha detto Ciro lanciando un segnale alla società. C’è chi è pronto a offrire all’attaccante almeno 4 milioni a stagione, dopo le vacanze vorrebbe parlare con la dirigenza di un ritocco dell’ingaggio. Il napoletano è intoccabile come Luis Alberto, insieme formano la coppia d’attacco dalla quale Inzaghi vuole ripartire, per questo Lotito ha fatto orecchie da mercante ai 40 milioni del Siviglia per il Mago spagnolo. Diverso è il discorso per Milinkovic-Savic, destinato a un top club europeo per cifre monstre, che il presidente attende dopo aver detto no a 110 milioni. Che il Real Madrid possa offrire fino a 170 non è una follia perché il patron vorrebbe agevolare un’operazione così importante attraverso la formula del prestito a 40 milioni con obbligo di riscatto nell’anno successivo. Un’opzione che permetterebbe di tirare su il prezzo, incoraggiando però le pretendenti come la Juventus (vedi l’affare Douglas Costa). Tra i sacrificabili c’è Felipe Anderson, per il quale è arrivata l’offerta più bassa, 20 milioni più bonus dal West Ham. Saranno giorni caldi per la cessione del brasiliano, Lotito chiede il doppio (il 25% va al Santos), gli inglesi alzeranno l’offerta in un vertice a Roma nel corso della settimana.

La Lazio, insomma, non ha bisogno di cedere e lo farà soltanto alle proprie condizioni anche perché il bilancio societario verrà chiuso nuovamente in positivo. Per questo il patron ha messo a disposizione di Tare 30-35 milioni di budget per il mercato: il primo colpo sarà il secondo portiere Proto poi toccherà ad Acerbi (si cerca l’accordo con il Sassuolo). Il compito del diesse è mettere in piedi una squadra giovane e interessante. Nel mirino c’è Marko Grujc, centrocampista classe ’96 del Liverpool (di ritorno dal prestito al Cardiff, contratto fino al 2020), compagno di Milinkovic con la Serbia. Dopo averne parlato con Inzaghi, ha avviato i contatti con i Reds, il cartellino si aggira sui 5 milioni. Praticamente la metà di quelli che l’Empoli ha chiesto per Krunic. Per la fascia destra, come vice Marusic, il tecnico ha chiesto Silvan Widmer dell’Udinese: la Lazio si era fatti avanti per l’esterno già la scorsa estate, farà un nuovo tentativo per accontentare Inzaghi. In attacco è forte la candidatura di Wesley del Bruges, i contatti sono frenetici con giocatore (che è già stato a Formello) e agente che ha aperto ai biancocelesti. Per affondare però si attende di piazzare Caicedo. Lotito comunque ha promesso la ciliegina sulla torta, un colpo importante a sugellare il mercato: è caccia al grande nome

Il Tempo / G.Baldinacci 

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