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Calcio in Tv, serve una laurea in tecnologia

RASSEGNA STAMPA

Tutto è pronto, o quasi. Mancano pochi giorni e si ripartirà. Con il campionato di calcio in tv, ovviamente. La croce e la delizia delle famiglie italiane. No, non perché le signore odiano il pallone e gli uomini lo adorano: il problema, oggi, è capire come vedere le partite. Facile: serve una laurea in tecnologia e un dizionario d’inglese a portata di mano. E poi due abbonamenti, ma non due televisori. Se mai, servono una tv e un computer. Oppure un tablet, uno smartphone. A patto che ci sia la connessione internet, meglio se Wi-fi. Con la fibra ottica ultraveloce o l’Adsl con vectoring, e un modem 1200 Mbps per favorire lo streaming grazie ad adeguati web browser e plugin. Ma per seguire una partita della Roma o della Lazio potrebbe bastare anche un solo apparecchio tv a patto che sia Smart, preferibilmente con schermo LCD, LEO o OLED e risoluzione HD Ready o Full HD, per sfruttare in altissima definizione tutti i servizi online. Oppure un decoder 4K HDR di ultima generazione con il bluetooth integrato e il telecomando induttivo. Con tanti saluti al secondo tempo in bianco e nero di una partita a casaccio che la Rai ci propinava tutte le domeniche sera di qualche anno fa. Quando bastava spingere un tasto del televisore e aspettare che le valvole si scaldassero.

Il Messaggero

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