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Una magia e ancora troppe pause: al 10 basta un tocco, quello giusto

APPROFONDIMENTO

ROMA Il cigno si è svegliato. Ha avuto un guizzo dei suoi e da Lupo Alberto è tornato Luis. E a tratti a splendere e danzare tra le linee. Lo spagnolo si è sbloccato e con lui anche la Lazio. Ma che fatica. Il gol, il primo stagionale per il trequartista, ad inizio ripresa ha permesso alla squadra di respirare e di ritrovare un po' di gioco e di brillantezza. L'apatia che l'aveva contagiato nelle prime due giornate con Napoli e Juve, ieri sera il biancoceleste è riuscito a scrollarsela un po' di dosso. «Contava solo vincere - dice il biancoceleste -. Scorie Champions? Ci ha fatto male non andarci, ma ci riproveremo e sarà diverso. A me manca ancora un po' di condizione, sfrutterò la sosta per tornare al cento per cento». Ha sofferto l'inizio di stagione. E la sua esultanza liberatoria subito dopo la rete del vantaggio ne è la dimostrazione. Un giocatore che tenta di fare le cose che gli riescono meglio, ma che per riuscirci stenta più del dovuto. E Luis, probabilmente, di questo ne soffre parecchio, anche perché a lui spesso riuscivano le giocate più complicate e belle, invece da quando è ripartito fatica troppo. Lento, impreciso e a volte perfino impacciato a ridosso dell'area. Un giocatore diverso. 
RISALIRE LA CHINALa rete in avvio di secondo tempo, un batti e ribatti in area, con conclusione finale e decisiva da parte di Luis Alberto, sblocca la gara e per qualche momento anche lo spagnolo che dopo cinque minuti per poco non bissa con un gran tiro dalla distanza. Ma va ad intermittenza. Si accende e si spegne troppe volte, tanto che a soffrirne è soprattutto Immobile che da lui attende l'ispirazione per andare in rete. Al ventesimo per poco non la combina grossa, con una ripartenza di slancio bloccata da un suo passaggio impreciso che innesca Zampano che si involta in area laziale. Sbroglia tutto Acerbi, ma quello dello spagnolo è stato un errore che poteva costare caro. La gente si arrabbia, ma subito lo supporta e chi gli chiede di non mollare. Non è un periodo facile per il numero dieci della Lazio che ancora non riesce ad essere al meglio per via della preparazione fisica ritardata dall'infortunio dell'anno scorso. Per voglia e generosità, il giocatore ha tentato di accelerare i tempi, ma non è stata una scelta giusta. E in questo avvio di campionato la differenza si vede. Di sicuro il sigillo col Frosinone gli può dare quella spinta in più. Una scossa di cui ha bisogno tutta la squadra. 
Daniele Magliocchetti

IlMessaggero

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