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Il rinnovo di Immobile sempre più vicino: la fumata bianca entro settembre

RASSEGNA STAMPA

L’accordo c’è già, entro breve – questione di giorni, forse addirittura di ore – arriverà anche l’annuncio: Ciro Immobile resterà alla Lazio fino al 2023, anziché fino al 2022, come prevede il contratto attuale, e soprattutto guadagnerà 700 mila euro netti in più a stagione, raggiungendo quota tre milioni (più i bonus). Il centravanti si è meritato tutta questa considerazione da parte del presidente Claudio Lotito con il senso di appartenenza, con l’impegno, con il rendimento e (ovviamente) con i gol. Quelli che ha segnato nella passata stagione, ben quarantuno: tantissimi. Perciò il «numero uno» biancoceleste ha raggiunto l’accordo con Alessandro Moggi, che di Immobile è il procuratore: un’intesa sulla parola trovata in estate, quando qualche club importante si è affacciato per provare a portarlo via da Roma, in attesa di poter finalmente mettere nero su bianco. Questo accordo resisterà a un inizio di stagione che è stato deludente, per la Lazio e anche per Immobile. Lunedì sera a Lisbona, con la maglia della nazionale, Ciro ha vissuto l’ennesima avventura negativa dell’estate: zero gol - e ci può anche stare vista la scarsa consistenza di tutta la squadra azzurra - ma anche una presenza-assenza alla quale non eravamo abituati. Svuotato, inconsistente, moscio. Come se in questi giorni non fosse ancora lui. Il confronto con la passata stagione, del resto, è spietato anche se ci riferiamo anche soltanto ai numeri. Nel 2017 Immobile ha cominciato con una doppietta nella Supercoppa italiana vinta all’Olimpico contro la Juventus (si era ancora in pieno agosto) e in campionato ha segnato la bellezza di quattro gol nelle prime tre giornate: uno al Chievo e addirittura una tripletta al Milan. Si è capito subito, insomma, che non aveva il vento in faccia ma alle spalle, e questo vento soffiava proprio forte. Tanto che perfino in nazionale – quella disastrata di Ventura, che ancora pensava di andare al Mondiale facendo un sol boccone della Svezia – il laziale aveva segnato l’unica rete del settembre azzurro nell’1-0 con Israele. Quando si stava per giocare la quarta giornata di campionato, Immobile aveva dunque segnato sette gol avendo giocato un’unica partita in più rispetto a oggi, la Supercoppa. Adesso è fermo a uno. Bellissimo, per carità (anche se con un certo contributo da parte della difesa napoletana, sbandata paurosamente all’esordio in campionato), ma sempre di uno si tratta. L’Empoli, domenica, è l’occasione per ripartire. Serve un altro Immobile, però. Il contratto è in arrivo, nessuno glielo toglie, ma servono i gol per brindare. Altrimenti che festa è?

Fonte: Il Corriere della Sera

 

 

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