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Empoli, Caputo ci prova: "Regaliamo ad Andreazzoli la rivincita del 26 maggio..."

RASSEGNA STAMPA

ROMA Gol e birra: binomio vincente per i tifosi ma anche per i giocatori. Per informazioni chiedere a Francesco Ciccio Caputo, bomber di professione con la maglia dell'Empoli e mastro birraio per diletto. Ecco spiegata quella sua esultanza: dopo ogni rete finge di scolarsi una pinta.
È più difficile fare l'attaccante o l'imprenditore?
«Sono due cose completamente diverse (ride, ndc). L'imprenditore lo faccio come hobby».
Ci sono tanti giocatori che investono in questo campo?
«Diciamo che non sono l'unico. Ma quasi tutti nel ramo dell'enologia: vino, non birra».
Tra gli ingredienti della sua bionda c'è il pane di Altamura. Con la sua terra ha un legame forte.
«A prescindere dal legame, l'idea è nata per scherzo. Poi è venuta fuori una cosa molto seria e abbiamo cercato insieme ai miei due soci di portare in giro per l'Italia i sapori della nostra terra. Ci siamo riusciti».
Ad Altamura ha aperto anche un centro sportivo.
«Sta andando benissimo, ormai sono quattro anni. Abbiamo iniziato da pochi giorni con la scuola calcio, ora affiliata all'Empoli. Abbiamo tesserato 80 bambini. L'obiettivo è arrivare a 100 per la fine d'ottobre».
Eppure in Serie A c'è solo una squadra del Sud, il Napoli.
«È sorprendente. Vuol dire che c'è qualcosa che non va. Alcune società sono fallite, altre hanno difficoltà. De Laurentiis ha preso il Bari e sta cercando di riportarlo su. Bisogna guardare avanti e pensare positivo».
Il suo presente è l'Empoli.
«Il nostro obiettivo è salvarci. La Serie A non perdona e non possiamo sbagliare».
Come festeggerebbe la salvezza?
«Magari una festa con la mia birra e le bruschette con il pane di Altamura. Già l'anno scorso abbiamo festeggiato con la mia birra dopo la promozione. Lo rifarei volentieri».
Attendeva da tanto anche la A.
«Sette anni fa l'esordio con il Bari. Con l'Empoli è stato un bell'impatto e un bell'effetto».
Ha iniziato bene: gol e fascia da capitano alla prima giornata. 
«È stato un rientro bellissimo, mi riempie di orgoglio. La strada è lunga e difficile, ma siamo una squadra forte».
Si sente pronto?
«Cerco sempre di dare il massimo e aiutare la squadra. È sempre il campo che parla. L'unico modo per rispondere presente è dare tutto». 
Domenica c'è la Lazio, che nel 2013 vinse la Coppa Italia contro la Roma di Andreazzoli. 
«Conosciamo bene questo particolare. Cercheremo di aiutarlo a prendersi una rivincita. Vogliamo regalare una gioia anche all'allenatore».
Che tipo è Andreazzoli?
«Da quando è arrivato ha trasformato la squadra e il modo di vedere il calcio. È una persona che vive questo mondo a 360 gradi, non lascia nulla al caso e pretende tantissimo».
E invece Antonio Conte?
«Lui e Andreazzoli sono due tecnici diversi per il modo in cui approcciano le partite. Conte l'ho avuto al Bari e al Siena. È uno tosto, sanguigno. Si incavola spesso (ride, ndc). Andreazzoli, invece, è più pacato, ma anche diretto: sa entrare a gamba tesa».
In passato Maccarone, dopo un gol, esultò bevendo una birra.
«Me lo ricordo. Vuol dire che a Empoli la birra porta bene». 
Nella Lazio c'è Immobile, lo scorso anno re della Serie A, mentre lei era capocannoniere della B.
«Chi perde offre la birra. Mettiamola così (ride, ndc)».
Valerio Cassetta

IlMessaggero.it

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