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Tor di Valle – L'Authority del Comune scrive gli assessori su Mobilità e Ponte Traiano

RASSEGNA STAMPA

Tor di Valle – L'Authority del Comune scrive gli assessori su Mobilità e Ponte Traiano

Ancora caos per il progetto dello stadio di Tor di Valle, scosse che sembrano lasciare insensibile il Campidoglio che non sembra muovere una foglia. Come scrive invece Il Messaggero, a muoversi sarebbe stata l'Authority di controllo del Comune, presieduta da Carlo Sgandurra. Al centro di questa “richiesta” in particolare i piani sulla mobilità. Sui tavoli degli assessorati alla Mobilità (Linda Meleo) e Urbanistica (Luca Montuori), dei rispettivi capi di dipartimento e per conoscenza del presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito (a cui risponde l'Autority, che comunque è un organismo indipendente) sono arrivate due lettere con una serie di richieste di chiarimenti. Nelle missive si inizia dai trasporti, Sgandurra in primis chiede «di conoscere i pareri e gli studi di viabilità» realizzati dal Campidoglio per la revisione del progetto, e quindi la cancellazione del ponte di Traiano, «viste le preoccupazioni diffuse circa la ricaduta sulla mobilità». 
In seconda battuta, l'Authority vuole capire «se negli scenari sul traffico si sono presi in considerazione soltanto quelli sostenuti dagli studi dei privati, secondo cui il 50% degli spettatori arriveranno a Tor di Valle su mezzi propri e gli altri con mezzi pubblici». Infine, il terzo quesito: nell'elaborazione delle simulazioni «è stato coinvolto il corpo della Polizia Locale». Non c'è scritto nelle missive ma l'Authority ha già fatto alcune verifiche sui documenti depositati in conferenza dei servizi. Ma questi studi pubblici, prendendo in esame anche «scenari più critici, in altre ore o in altri giorni da quelli considerati dai privati», non risulterebbero agli atti. Conseguenze? L'Authority non ha potere sanzionatorio, ma in caso di risposte mancanti, evasive o insoddisfacenti, Sgandurra è pronto ad inviare un report/esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, visto che il presupposto di partenza dello stadio è la dichiarazione, votata in Comune, sull'interesse pubblico. Sarebbe un nuovo filone di indagine, su un iter che è già stato congelato a causa dell'inchiesta per la presunta corruzione. 

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