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L'altra Lazio non funziona

RASSEGNA STAMPA

Brutta e senz'anima. La Lazio perde in casa dell'Apollon Limassol per 2-0 e dice così addio alla possibilità di arrivare prima nel girone (l'Eintracht passeggia 4-0 col Marsiglia). Colpisce il modo in cui i biancocelesti giocano. Troppi errori in fase d'impostazione e praticamente nessuna idea di gioco. Nemmeno i singoli riescono ad incidere in qualche modo. Il risultato è che l'Apollon centra la prima vittoria del girone e soprattutto il primo successo contro una squadra italiana. Un ko che deve far riflettere parecchio: non è questa la strada per diventare grandi. Inzaghi rivoluziona la sua squadra un po' per necessità (molti hanno bisogno di tirare il fiato) e un po' per virtù (valutare chi gioca meno). Unico superstite Acerbi che taglia il traguardo delle 140 gare consecutive: «Zero alibi, sconfitta meritata», dirà dopo il fischio finale. Fascia da capitano a Cataldi che torna ad indossarla quasi 4 anni dopo l'ultima volta: «Emozionato per la fascia, ci dispiace per i tifosi», il suo pensiero al 90'. Normale che il risultato sia a metà perché la Lazio gira su ritmi bassi. Colpa anche di un campo reso molto pesante dal nubifragio abbattutosi prima della gara. Pioggia talmente abbondante che i tremila tifosi si spostano tutti nell'unico settore coperto. L'approccio dei biancocelesti non è dei migliori tanto che chiudono il primo tempo sotto di una rete. Luiz Felipe, in collaborazione con Proto, regala a Faupala una cartolina da conservare: gol in rovesciata. Il suo primo in Europa. Marcatura e riflessi dei laziali da rivedere. In avanti i biancocelesti fanno poco e niente, la sensazione è che manchi il raccordo tra i reparti. La ripresa segue lo stesso copione del primo tempo con la Lazio che commette tanti errori tecnici in fase di possesso palla. L'unico pericolo lo porta Cataldi con una punizione. La differenza di livello delle due squadre è palese eppure a guardare la gara non sembra affatto. Qualche buono spunto di Correa ma per il resto la Lazio gioca una partita da dimenticare. È vero che il solo primato del girone non poteva essere uno stimolo sufficiente ma in ogni caso è anche con queste partite che si allenano la fame e la rabbia delle grandi. Non è possibile che il solo fatto di aver già passato il girone crei appagamento. A maggior ragione che in campo ci è andato che trova meno spazio. Bocciato Murgia: nell'ora in cui resta in campo ci si accorge di lui solo per il giallo che rimedia. Inzaghi non riesce ad imprimere la giusta motivazione e nel corso della gara prova a sperimentare: per larghi tratti gioca anche con la difesa a quattro. Tutto inutile perché sono proprio le motivazioni a mancare. Debutto con i grandi per il baby Armini, primo millennial del club. I ciprioti giocano sugli errori dei biancocelesti e così nel finale raddoppiano pure con un gol da calcetto di Markovic.
INZAGHI: «PERSO MERITATAMENTE»
Serata da dimenticare e in fretta. «Abbiamo commesso qualche errore, però l'Apollon ha vinto meritatamente», ammette Inzaghi. Domenica in casa del Chievo c'è un quarto posto da difendere.

il Messaggero

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