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Lazio, un flop che fa discutere: squadra in ritiro?

RASSEGNA STAMPA

VERONA Un altro passo indietro verso la Champions League. Terzo pareggio consecutivo per la Lazio che esce dal Bentegodi con un punto piccolo piccolo. Finisce 1-1 contro il Chievo. I biancocelesti non vincono in campionato dal 4 novembre. Risultato: i ragazzi di Inzaghi scivolano al quinto posto in classifica scavalcati dal Milan e ora più che guardare avanti devono cominciare a guardarsi le spalle. Una gara brutta e senza mordente quella giocata dalla Lazio e pensare, parola di Inzaghi, che a questa partita ci stavano pensando addirittura da martedì. E non regge nemmeno la scusa dell'Europa League visto che la maggior parte dei titolari erano rimasti a casa. Duello vinto dal collega Di Carlo che ha saputo motivare il Chievo e restituirgli la giusta cattiveria dopo l'esperienza traumatica di Ventura. Qualche domanda in casa Lazio sarebbe giusto porsela. 
LENTA E PREVEDIBILEInzaghi si affida a Correa per supportare Immobile in avanti. In difesa Wallace preferito a Luiz Felipe. L'approccio è molto simile a quello visto giovedì in Europa League: Lazio lenta e senza troppe idee. Quello che sorprende ancor di più in negativo è che, nonostante i campo ci siano i titolari, gli errori in fase d'impostazione siano gli stessi. Poche idee e confuse. Un assist per il Chievo alla disperata ricerca di punti. Gli uomini di Di Carlo pressano su ogni pallone rendendosi pericolosi e portandosi addirittura in vantaggio con una percussione centrale di Birsa e concretizzata dal solito Pellissier, il suo ottavo centro ai biancocelesti in 23 gare. Una rete che sottolinea ancor di più la fragilità difensiva della squadra di Inzaghi. Il Chievo spinge molto sulla sua destra dove Lulic e Radu fanno molta fatica a contenere Hetemaj e Meggiorini. E non è la prima volta che succede. Pensare che quello dovrebbe essere il lato più forte. In avanti la Lazio non riesce a fare gioco. Correa e Immobile non trovano il giusto feeling, il risultato è che l'attaccante corre a destra e sinistra senza essere mai servito a dovere.
I TIFOSI CONTESTANOLa sensazione è che, con l'argentino in campo, si debbano trovare alternative al solito modo di attaccare. Correa è meno portato a fare da sponda e più utile in percussione, ecco perché spesso si defila sulla destra per provare ad entrare in area. Inzaghi urla in continua ma senza sortire effetto. Decima volta, tra coppa e campionato, che la Lazio chiude il primo tempo senza fare gol e soprattutto l'ottava che prende gol. Atteggiamento che non piace ai tifosi presenti al Bentegodi che invitano i giocatori a tirare fuori gli attributi. Inzaghi cambia modulo e per la terza volta di fila passa alla difesa a quattro: 4-3-1-2. La mossa ha il pregio di dare maggiore peso all'attacco laziale tant'è che Immobile firma il pareggio su assist di Correa. Per un quarto d'ora o poco più si vede maggior carattere e voglia nel giocare: dopo la rete del pari Ciro coglie anche un palo. Peccato che tutto duri troppo poco. Il Chievo ritrova le misure e mette di nuovo sotto i biancocelesti: decisivo Patric a salvare sulla linea. Fa impressione vedere come la Lazio, che deve ribaltare il risultato, chiude la partita in affanno e in difesa. Bisogna cominciare a guardarsi negli occhi e chiarire qualsiasi problema adesso. Domani è già troppo tardi. 

Il Messaggero

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