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Lazio, la verità al giro di boa

RASSEGNA STAMPA

ROMA Un quarto posto da conservare, e Lotito con Inzaghi può ben sperare. Da quando Simone siede in panchina, la Lazio al termine della stagione ha sempre confermato la posizione ottenuta alla fine del girone d'andata. Esclusa la parentesi in cui il tecnico nell'aprile del 2016 subentrò in corsa a Stefano Pioli, il trend si è ripetuto in più di un'occasione. Il quinto posto, maturato al giro di boa negli ultimi due campionati, è stato bissato anche a maggio. Piazzamenti positivi, non utili per accedere alla Champions League, che però certificano la costanza di Inzaghi. Adesso con la quarta posizione in classifica a 32 punti, uno in più del Milan e due in più della Roma, Inzaghi guarda con fiducia al 2019. Anche perché quello ottenuto nel girone d'andata appena concluso è il secondo miglior piazzamento nell'era Lotito. Solo Vladimir Petkovic nella stagione 2012/2013 riuscì a fare meglio, arrivando terzo a metà campionato. Un traguardo inaspettato che non fu premiato durante il mercato di riparazione. Rocchi, Matuzalem, Carrizo, Scaloni, Zauri e Sculli, ormai ai margini del progetto, lasciarono Formello, mentre arrivarono gli svincolati Pereirinha e Saah. Partita dopo partita, la Lazio scivolò fino al settimo posto, ma trionfò in coppa Italia contro la Roma nella finale del 26 maggio. 

BILANCIO POSITIVOCon Lotito presidente in cinque occasioni la Lazio ha terminato la stagione peggiorando la posizione ottenuta nel girone d'andata, in tre l'ha mantenuta e in sei l'ha migliorata. Molti dei campionati conclusi in crescendo sono stati propiziati da importanti o intelligenti sessioni di mercato. Nel gennaio 2007 (anno post Calciopoli) alla Lazio arrivò Jimenez, oltre al cartellino di Foggia nell'affare Oddo al Milan. Un anno dopo alla corte di Delio Rossi sbarcarono Radu, Dabo e Bianchi. Nello stesso mese del 2010 fu il turno di altri quattro rinforzi: Dias, Biava e Floccari, fondamentali per risalire la china. Nel mercato invernale del 2012 e del 2015, invece, la società per puntellare la rosa puntò rispettivamente su Candreva e Mauricio. Insomma, quando gli investimenti o le idee, a seconda delle situazioni, possono fare la differenza. E se già Inzaghi può essere considerato una garanzia di successo, l'arrivo un difensore e di un esterno destro, entrambi di livello conclamato, non potranno che facilitare la strada verso la tanto agognata Champions. 
 

Il Messaggero

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