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Durmisi confessa: “È da due anni che gioco con un infortunio alla schiena. Lo sapevano tutti, ma è colpa mia”

RASSEGNA STAMPA

Un personaggio in cerca d’autore, uno degli acquisti nell’ultima estate che al giro di boa lascia ancora perplessi. Riza Durmisi si è visto poco o niente in 8 presenze stagionali e 438 minuti. Dall’arrivo come vice Lulic sulla corsia mancina, al fondo delle gerarchie di Inzaghi dopo il rientro di Lukaku. L’ex Betis Siviglia ha trovato spazio in Europa League ma non ha avuto tempo di farsi notare, perché gli infortuni continuano a tormentare la carriera del classe ’94.

Ha chiuso nuovamente ai box il 2018 per un guaio muscolare al quadricipite della coscia destra, ha saltato le ultime gare con Bologna e Torino perché è volato in Spagna per curare una patologia che non gli dà pace da tempo: «Sono stato da uno specialista a Siviglia per risolvere una volta per tutte i problemi – ha raccontato Durmisi – per questo non sono stato convocato. E spero di aver trovato finalmente una soluzione per l’infortunio alla schiena che mi tormenta da due anni».

Le ripetute soste in infermeria, che finora hanno condizionato il suo rendimento alla Lazio, sono legate a un autentico calvario che Durmisi ha raccontato in questi giorni di vacanza in Danimarca durante la pausa della Serie A: «Nel 2016 sono caduto davanti casa mia – ha raccontato il laterale ai danesi di BackStage – mi è stato detto di aver preso troppi antidolorifici e fatto troppe infiltrazioni. Avrei dovuto fare qualcosa e fermarmi, ma volevo mettermi in luce appena arrivato in Liga».

Un fatto accaduto quando il danese vestiva la maglia del Betis Siviglia, per colpa di un infortunio alla schiena che Riza si porta dietro sin dai tempi del Brondy: nell’ultima stagione spagnola, il terzino ha continuato a giocarci su grazie agli antidolorifici prima di ogni gara, pur di non perdere il Mondiale in Russia con la sua Danimarca. Una delusione enorme, alla fine non è stato neanche convocato: «Il 2018 è stato il mio peggior anno in carriera», il 24enne non ha dubbi. Perseguitato dalla sfortuna anche in biancoceleste dove, oltre a diversi stop muscolari conseguenza dell’infortunio alla schiena, Durmisi ha subìto la lussazione del gomito con il Marsiglia lo scorso ottobre rimanendo un mese ai box. Passo dopo passo, sta archiviando queste annate sciagurate e le cause fisiche che le hanno determinate: «Non ho più fatto infiltrazioni e sto meglio, adesso dovremo vedere quando sarò al massimo della condizione.

Lo saprò non appena tornerò a lavorare ma, se tutto andrà come credo, non ho paura di dire che il 2019 sarà il mio anno: alla Lazio ho ricominciato a giocare, ma non ancora abbastanza». Per la Lazio, Durmisi è un punto interrogativo da sciogliere, quando il danese riuscirà a mettere una pietra sopra ai propri tormenti. Il Tempo | G. Baldinacci 

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