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Cataldi, sogni e dolci risvegli

RASSEGNA STAMPA

ROMA Ha conservato la maglia con cui ha segnato al derby e la farà incorniciare. Danilo Cataldi sa già dove appendere la numero 32 e non vede l'ora di mostrarla orgoglioso al figlio, che nascerà il prossimo maggio. Al futuro primogenito il ragazzo di Ottavia racconterà le emozioni della notte del 2 marzo, dall'attesa della vigilia alla festa sotto la Curva Nord. Attimi indimenticabili che resteranno per sempre nella sua mente e in quelle di chi lo ha sempre sostenuto fin dai primi allenamenti. Sabato sera allo stadio c'erano tutti: i suoi genitori, la moglie Elisa al settimo mese di gravidanza e i suoceri. Uscendo dall'Olimpico papà Francesco sembrava un centralino: il telefono squillava in continuazione. Messaggi, WhatsApp e chiamate. Impossibile rispondere a tutti i complimenti per quel tiro dalla distanza che ha chiuso i conti della stracittadina. 
PRESENTIMENTO«Se entro, sono sicuro che qualcosa di bello succede», la confidenza ai magazzinieri nelle ore prima del match. Eppure l'impiego di Luis Alberto dal primo minuto come mezzala, sembrava aver ridotto le speranze di un suo ingresso. Il destino, invece, è arrivato puntuale all'appuntamento con Danilo. Minuto 77: Simone Inzaghi lo inserisce al posto di Correa. Minuto 89: dopo una combinazione tra Parolo e Immobile, Milinkovic appoggia il pallone al limite dell'area. Il resto è storia: sinistro da tre punti alle spalle di Olsen, boato del pubblico ed esultanza incontenibile. «Era da una vita che aspettavo una notte e una Lazio così», svela il centrocampista cresciuto nelle giovanili biancocelesti. 
IL POST GARADopo la partita si è concesso una cena con la famiglia in un ristorante vicino al centro sportivo di Formello. Insomma, festa sì, ma senza eccessi. Ubriaco solo di felicità. La testa è già all'impegno di domenica sera al Franchi con la Fiorentina di Stefano Pioli. Una partita dai mille intrecci: nel 2015 contro i viola (all'Olimpico) Danilo indossò per la prima volta la fascia da capitano. All'epoca sulla panchina della Lazio c'era Pioli che per primo lo lanciò in prima squadra proprio con quella maglia bandiera numero 32 che il centrocampista indossa ancora. Il classe '94 è il settimo giocatore del vivaio biancoceleste ad aver segnato alla Roma. 
RECORD E NAZIONALEPrima di lui, tra gli altri, ci sono riusciti D'Amico, Giordano, Di Canio e Keita. Trovando continuità, Cataldi spera di ritrovare anche la maglia Azzurra. Con l'Under 21 di Luigi Di Biagio ha disputato due Europei da protagonista, con la Nazionale di Antonio Conte ha partecipato a diversi stage, mentre ha esordito in un test sotto la guida tecnica di Giampiero Ventura. «Quello che accadrà sarà sicuramente una conseguenza di quello che faccio sul campo» ricorda Cataldi. E con il nuovo corso attento ai giovani inaugurato dal ct Roberto Mancini le chance aumentano.

Il Messaggero

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