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Lazio, il miglior attacco ti fa la difesa

RASSEGNA STAMPA

ROMA La miglior difesa è l'attacco. Concetto semplice, ma vincente per la Lazio. Una squadra a trazione anteriore che sembra aver trovato finalmente la sua vera identità: segnare più gol e prenderne meno. L'elisir ideale di Inzaghi per rimettere in sesto e in corsa la sua squadra per la Champions e la Coppa Italia. Pochi ma significativi e dirompenti cambiamenti. Atteggiamento tattico da formazione spagnola, dal reparto avanzato fino alla difesa, un corpo unico, stretto e compatto, più l'inserimento di giocatori offensivi e di qualità. E il gioco è fatto, con la condizione fisica ritrovata e con tanto di principio di giocare sempre o quasi palla a terra. Una mossa spavalda e coraggiosa. L'arretramento di Luis Alberto, al fianco di Milinkovic-Savic, più Immobile e uno tra Caicedo e Correa sta dando i frutti sperati, nonostante lo sbilanciamento. Quattro giocatori di fantasia e d'attacco che organizzano la manovra e la finalizzano ma che partecipano anche (e tanto) alla fase difensiva. Un assetto e un modo di stare in campo che, forse, ha sorpreso perfino lo stesso allenatore, ancora rammaricato per gli undici infortuni capitati nel momento più delicato della stagione. 
DIFESA PIU' SOLIDAOra, azzeccata l'alchimia e trovato l'allineamento giusto, difficilmente il tecnico tornerà indietro come ha fatto qualche volta in passato, vedi a Napoli, più per timore di sbilanciarsi che per necessità. A farne le spese potrebbe essere Parolo, da sempre un intoccabile, ma se i risultati continuano ad essere questi, sarebbe delittuoso ripensarci e coprirsi. Una mossa che ha consentito all'allenatore pure di allargare la rosa a centrocampo, ma anche in difesa, considerato che Parolo in primis più Badelj e Cataldi sono alternative più che valide, senza dimenticare che in infermeria c'è l'ex Salisburgo Berisha che prima o poi dovrà rientrare. Il dato più sorprendente però non riguarda tanto il reparto avanzato, quanto quello arretrato. Nelle sei partite dove Inzaghi ha schierato una Lazio a trazione anteriore (Cagliari, Bologna, Torino, Juventus, Inter e Roma) i gol realizzati sono stati 10, con un trend superiore rispetto all'inizio di campionato e più vicino a quello della passata stagione; mentre le reti incassate sono state appena 4. Una netta trasformazione e allo stesso tempo quasi un paradosso, visto che nello schieramento, oltre ai quattro Milinkovic, Luis Alberto, Correa e Immobile, ci sono pure Marusic e Lulic, d'atteggiamento più votati a spingere che altro. La condizione fisica ritrovata aiuta, tanto che il segreto è che di recente tutta la squadra spesso resta costante in venticinque metri sia in fase di spinta che di ripiegamento. E l'ultimo derby ne è stata la dimostrazione. 
AMBIZIONIA giovarne tanto di questo nuovo schieramento è Felipe Caicedo che in questa stagione si sta prendendo più di una rivincita. Il gol nel derby l'ha consacrato e lui ora si sente più integrato. Al punto che con due emoticons sorridenti ha pubblicato un tweet di sfottò per l'eliminazione della Roma dalla Champions. I tifosi giallorossi non l'hanno presa bene e ci sono anche stati pesanti insulti razzisti. Ai quali non ha replicato, pensando a come mettere ancora in difficoltà Inzaghi, che a Firenze potrebbe schierarlo ancora dall'inizio.

Il Messaggero

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