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Lazio, un pari brutto e rischioso

RASSEGNA STAMPA

FIRENZE La Lazio dura solo un tempo a Firenze. Quarantacinque minuti per portare via un punto che in chiave Champions dice poco o nulla. Soprattutto se si sogna in grande. L'1-1 contro la Fiorentina lascia in bocca il sapore del rimpianto. La consapevolezza di non aver chiuso la gara prima e di aver sbandato troppo poi. L'Inter, quarta in classifica, è distante 8 punti anche se ai biancocelesti manca il recupero con l'Udinese. Forse troppi visto il calendario che non lascia più margini d'errore alla Lazio. Immobile, gioca, segna ma ha il demerito di non buttarla dentro nella altre tre occasioni che ha a disposizione. Ne approfitta Pioli che gioca un'altro scherzetto alla sua ex squadra. Un punto che non dice nulla nemmeno alla Fiorentina che resta distante anche dall'Europa League. L'euforia derby c'entra poco o niente, la sensazione è che non abbiano retto le gambe. Tre gare in dieci giorni hanno pesato molto sulla tenuta psichica e fisica dei ragazzi di Inzaghi. 
NIENTE CINISMOApproccio molto simile a quello del derby. Inzaghi non si è discostato troppo nel preparare la sfida con la Fiorentina rispetto allo spartito interpretato sabato scorso. Due soli cambi: Patric invece di Bastos e Immobile al posto di Caicedo. Correa e Luis Alberto fanno la differenza a centrocampo sia come qualità sia come quantità. Sono praticamente ovunque nei primi minuti. Lo spagnolo parte dalla posizione di mezzala ed è più libero da marcature. L'argentino, invece, balla tra le linee ma viene sempre raddoppiato. Il dialogo tra i due è la chiave. Non è un caso che quando riescono a scambiarsi il pallone come sanno la Lazio è sempre pericolosa. Il terzo tenore lo fa Milinkovic che dà grande sostanza alla mediana usando il fisico per crearsi spazio. I biancocelesti aspettano la Viola e ripartono in contropiede. Non pressano in modo asfissiante come fatto con la Roma. Inzaghi riesce finalmente a dare una bella forma alla sua squadra. Il gol di Immobile nasce proprio da una palla rubata a centrocampo, scambio rapido con Correa e tiro a giro potente di Ciro che non lascia scampo a Terracciano. E pensare che poco prima il portiere viola è decisivo sempre su Immobile. La Fiorentina dopo un avvio frizzante si spegne un po'. Tanti gli errori della squadra di Pioli soprattutto in fase di ripartenza. Un primo tempo da applausi quello della Lazio, se non fosse che manca di cinismo. Quattro occasioni da gol enormi e una sola rete segnata. 
INERZIA CAPOVOLTANella ripresa la Fiorentina alza più il baricentro costringendo la Lazio a difendere di più. Simeone, entrato al posto dell'infortunato Chiesa, regala più vivacità in avanti. I biancocelesti accusano la pressione e vanno in confusione. Da mani nei capelli quello che fanno in successione Lulic, Radu e Acerbi in occasione del pari di Muriel. Il primo sale e lascia il buco, il secondo si fa saltare con facilità e il terzo si fa anticipare. Acerbi in difficoltà anche sul corpo a corpo con Simeone in velocità. Inzaghi urla in continuazione dalla panchina per risvegliare i suoi da uno dei classici black out che periodicamente li colpiscono. Simone manda dentro l'ex Badelj per un Lulic senza più benzina e passa alla difesa a quattro. La sostanza non cambia di molto perché i biancocelesti faticano da morire a costruire occasioni da gol. Finisce senza più acuti biancocelesti. Un punto piccolo piccolo per chi sogna in grande.

Il Messaggero

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