Lazio, conferenza Sarri: “A Formello non ti ascolta nessuno, accordo veloce o rispetto il contratto. Il presidente non conosce questo gruppo” (AUDIO)

Lazio, conferenza Sarri: “A Formello non ti ascolta nessuno, accordo veloce o rispetto il contratto. Il presidente non conosce questo gruppo” (AUDIO)

Dichiarazioni

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La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, al termine dell’ultima gara di campionato con il Pisa:

In questi anni lei ha difeso il mondo Lazio, lei ha vissuto la Lazio e la Lazialità le he entrata dentro.

Grazie Mister!

Le parole che mi hai ricordato vengono fuori quando impari a conoscere cosa è questo popolo. Dall’esterno il popolo laziale ha delle etichette che quando entri dentro ti accorgi che sono delle stupidità. Io mi sono innamorato di questo popolo. Cerco sempre di entrare in sintonia con gli ambienti in cui alleni. Gli ambienti in cui questo è successo in maniera più forte sono Napoli e Lazio. Mi sono sentito uno del popolo. Indipendentemente da come finirà questa storia io il popolo laziale lo avrò sempre nel cuore”.

Cosa si sente di dire a questo ambiente?

“Non c’è tanto da dire. In questo momento il popolo laziale vive una fase che non da grandi soddisfazioni. Come finiscono i momenti belli però finiscono anche quelli brutti. Quando sono arrivato ho preso l’impegno che sarei andato avanti fino alla fine e il mio impegno lo ho mantenuto”.

Che club ha percepito?

“Ho percepito poco. Mi sono sentito poco ascoltato. La stagione è stata difficilissima, anche formativa. Sui giocatori la penso in maniera diversa dal presidente. Ho parlato con i ragazzi, le ho detto che è stato uno dei gruppi con i valori morali più forti che io abbia mai allenato. Questo gruppo non ha mai mollato. La partita di dieta sera è lo specchio di questa stagione. Abbiamo iniziato con nove indisponibili”.

Dal punto di vista tecnico, per quale motivo he deciso di tornare?

“Mi era stato detto che il mercato chiuso avrebbe portato un mercato di gennaio importante in cui avrei avuto facoltà di incidere, ma non è andata così. È stata una stagione in cui io in settimana mi sono anche divertito. Chiaro però che la squadra non era competitiva per l’Europa ma non mi pento di essere tornato”.

Stagione formativa anche per le scelte future?

“Formativa perché ti può colmare dei difetti. Io nel rapporto con i giocatori sono sempre stato abbastanza duro. Quando c’è difficoltà forse ti rendi conto che aumentare il livello di empatia può aiutare molto. Forse questo era un mio difetto”.

Avrebbe la forza di continuare, sbattendo i pungi a Formello per farsi ascoltare?

“A Formello puoi sbattere i pugni quanto ti pare, non ti ascolta nessuno lo stesso. Ho altri due anni di contratto, io ho delle perplessità come il Presidente. Vediamo cosa succederà”.

Le sue sarebbero le quarte dimissioni in casa Lazio nelle ultime tre stagioni, si è dato una spiegazione?

“Mi state facendo domande che non c’entrano nulla con questa serata. Abbiamo fatto una buona partita ma soprattutto, il gol di Pedro nella serata dell’addio, rende questa serata ancora più speciale. Pedro ha vinto tutto, appena rotola la palla ha l’entusiasmo di un bambino. Ama questo sport e ha un’umiltà straordinaria. Ha fine partita ci ha detto che per lui è stato un onore chiudere la carriera con noi. Dimissioni? Non è un ambiente semplice”.

Le ha fatto più male la bugia del mercato chiuso, non essere stato ascoltato a gennaio o le ultime parole di Lotito?

“Le ultime parole mi lasciano indifferente, come lo conosco io il gruppo non lo conosce nessuno. Quando valuti la situazione è tutto il sommare degli eventi che ti porta a prendere una decisione”.