Bunker Lazio, tutto chiuso e caos medico: zero report e manca ancora una clinica di riferimento

Bunker Lazio, tutto chiuso e caos medico: zero report e manca ancora una clinica di riferimento

Rassegna stampa

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La disaffezione generale provocata dalle scelte discutibili del presidente Lotito sarà scontata dalle prossime generazioni.

Tutto chiuso e situazione medica caotica: a Formello non manca nulla o meglio, sottolinea Il Tempo, manca tutto a cominciare dalla comunicazione.

In estate, la Lazio, contrariamente rispetto a quanto annunciato, ha disputato tutte le amichevoli del ritiro nel centro sportivo di Formello a porte chiuse. Il motivo ufficiale era stato convincente: “Sul campo centrale è in corso la rizollatura e gli altri non hanno tribune e strutture adeguate per far entrare il pubblico”, aveva spiegato la società biancoceleste in uno dei rari momenti in cui ha provato a far capire la propria posizione senza insultare i propri tifosi come accaduto nella famosa nota di fine gennaio. Quel comunicato folle, ha ingigantito divisioni, gettato benzina sul fuoco e dato un contributo decisivo alla desertificazione dello stadio Olimpico.

Ieri poche parole per chiarire che il test di sabato alle 15 contro la Juve Stabia, il secondo di questa lunga pausa di campionato, si disputerà a porte chiuse come tutti i precedenti. Unica eccezione l’ingresso dei tifosi primaa di Lazio-Milan, troppo poco. Ormai la Lazio sceglie di tenere la squadra lontana dalla opria gente, dai bambini in cerca disperata di un autografo; è abbastanza chiaro che la disaffezione generale provocata dalle scelte discutibili del presidente Lotito sarà scontata dalle prossime generazioni.

E così Gattuso e i giocatori troveranno l’Olimpico deserto ancora una volta, i gruppi organizzati hanno ribadito che non si arretrerà di un metro con la protesta che non cambia strategia. L’11 ottobre alle ore 15 contro il Monza, nonostante il primo posto si proverà ad arrivare a 10.000 spettatori con tanta speranza e poche certezze. Questa è la triste fotografia: misteri e silenzi sono la stella polare di decisioni incomprensibili insieme alla incapacità di provare a sfruttare le vittorie dei biancocelesti in questo avvio di campionato.

E che la scelta sia voluta e non forzata da motivi contingenti si capisce anche dall’assenza dei report medici sulle condizioni dei giocatori. Nessuna notizia ufficiale per giornalisti (non è un dramma) e soprattutto tifosi, sugli infortunati. Cataldi è solo l’ultimo caso: si opera all’inizio di giugno, viene dato in recupero ma accusa un problema muscolare alla vigilia dell’amichevole di domenica contro l’Arezzo. Cose che capitano, per carità, anche se la gestione della sua pubalgia qualche interrogativo lo alimenta vista la lunghissima asenza. Stesso discorso per gli altri, Marusic, Dele Bashiru e Rovella sono indisponibili da più diun mese e pure loro hanno saltato l’ultimo test. Stanno per tornare ma lo staff medico seppure cambiato (il professor Rodia è stato sostituito dal professore Francesco Franceschi), continua a mostrare qualche problema più per mancanza di investimenti da parte della società che per altri motivi.

Poi, conclude il quotidiano, c’è il nodo clinica privata, irrisolto. Finora il club costretto è stato costretto aspostare i giocatori alla Pretmedica (zona Torrino, Roma Sud, nonproprio di mano rispetto a Formello) per svolgere esami strumentali. Non c’è più la Paideia o Villa Mafalda, la ricerca continua perché servirsi dell’ospedale Villa San Pietro non sembra un’ipotesi praticabile e allora tutto rimane misterioso. Un silenzio assordante ma qualcuno dall’alto ha dettato questa linea e così la Lazio è sempre più lontana dal suo popolo.