
Flaminio: incontro positivo Lazio-Soprintendenza su capienza e pensilina
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Oggi pomeriggio a San Michele si è tenuto un vertice tra la Lazio, con Lotito e i progettisti del Flaminio e la Soprintendenza.
A rappresentare il club biancoceleste, oltre al presidente del club, il coordinatore del progetto, l’ingegner Alessandro Lanzetta, il professor Domenico D’Olimpio, responsabile scientifico degli studi del Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura della Sapienza e dal professor Roberto De Lieto Vollaro, responsabile scientifico scientifico degli Studi del Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica di Roma Tre.
Presente anche Marco Casamonti, l’architetto dello studio Archea, padre del progetto che dovrebbe dare nuova vita al catino di Nervi. A fare gli onori di casa, la Soprintendente Daniela Porro, con lei anche Silvia Pantanella, la Responsabile Unica del Progetto (RUP) del Campidoglio, oltre al Direttore del Dipartimento Sport Pacciani e la dirigente dell’assessorato allo Sport, Bianca Coggi.
Flaminio: la capienza e la reversibilità dell’ampliamento
Il vertice andato in scena si sarebbe svolto in un clima collaborativo e potrebbe essere definito costruttivo. Rispetto alla documentazione in essere, la Soprintendenza avrebbe chiesto di limare ulteriormente la capienza. Per non superare l’altezza del Parco della Musica, alla fine la quadra si potrebbe trovare con una capienza inferiore ai 48.000 posti, senza dover scendere ai 42.000 “temuti” da Lotito. E’ stato altresì assicurato che la pensilina non sarà demolita.
La seconda richiesta consistente riguarda la natura dell’intervento. Tutto l’ampliamento deve poter esser reversibile. Tradotto: se per un motivo ics, il secondo anello non dovesse più servire, il Flaminio dovrebbe poter tornare allo stato originale.
Flaminio: i prossimi passi dell’iter
Le richieste della Soprintendenza prenderanno forma in un’ulteriore integrazione di carte e documenti che il gruppo di lavoro Lazio-Flaminio dovrà produrre entro la prossima settimana. Se queste ulteriori modifiche dovessero essere ritenute soddisfacenti dalla Soprintendenza, in termini di accoglimento delle richieste arrivate oggi, allora San Michele produrrà una relazione nella quale la Soprintendenza vidimerà il progetto Casamonti. In sostanza, una sorta di lasciapassare affinché tutto possa approdare in aula per il pubblico interesse.
Entro metà novembre quindi le carte in mano al Campidoglio e agli uffici competenti saranno quelle “definitive”, su cui prima la Giunta e poi l’Assemblea Capitolina dovranno riconoscere il pubblico interesse. Considerati gli ultimi passaggi, è decisamente probabile che il voto in Aula Giulio Cesare slitti ad inizio 2027.
Gianluca La Penna


