
Lazio, Bisignani: “Le amnesie di Lotito e i tifosi incompresi…”
Rassegna stampa
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Luigi Bisignani su Il Tempo replica alle dichiarazioni di Lotito pubblicate ieri da La Repubblica, pronunciate lo scorso 30 giugno davanti al PM nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sul presunto disegno volto a favorire la cessione della società.
“Caro Direttore e caro Fabio Messina, per ascoltare Claudio Lotito bastano i magistrati.
L’esordio è clinico: «Ho preso la società al funerale, l’ho portata in coma irreversibile, spero di portarla in coma reversibile». Il tifoso, che ingenuamente chiedeva un centravanti, scopre di dover aspettare il bollettino sanitario. Prima la rianimazione, poi eventualmente la Champions. Il domani promette meraviglie: trenta milioni annui di cassa liberata, ottanta milioni di ricavi aggiuntivi con lo stadio, Nasdaq e valutazioni miliardarie. Il Flaminio, assicura, darà persino energia ai Parioli. Finalmente un programma capace di mettere d’accordo tutti: almeno si risparmia sulla bolletta. Eppure questa umanità ingrata protesta. Nella ricostruzione lotitiana si affollano interessi della tifoseria, pezzi di politica, giornali, radio, sponsor e banche. Tutti, a suo giudizio, dentro un disegno per costringerlo a vendere. Quando il magistrato gli chiede di individuare la cabina di regia, ammette di non saperlo.
La congiura è affollatissima; alla riunione manca soltanto il congiurato principale. Manca anche il compratore, almeno nella memoria del senatore. Offerte? Mai ricevute. Avvicinamenti concreti? Nemmeno. Eppure pare che J.P. Morgan si sia fatta viva per confermare che otto anni fa ci furono le interlocuzioni, come scrissero «Il Tempo» e Guido Paglia. Un’interlocuzione non è un’offerta, naturalmente. Ma neppure un’allucinazione. In attesa delle carte, più che la società sembrerebbe da scalare la memoria del presidente. Poi arrivo anch’io, che Lotito conosce ma non frequenta: nella sua memoria gli incontri sembrano avere un regime di prescrizione tutto loro. Peccato che decine di pezzi da novanta del mondo dello sport, da Maurizio Beretta a Paolo Dal Pino fino a Paolo Scaroni, potrebbero rinfrescargliela.
La prova del complotto ? Una presenza abituale nel palchetto della Banca del Fucino: ne sarò stato ospite forse una volta o due su cento. Al senatore basta una comparsa per assegnare un abbonamento perpetuo. E almeno questo potrebbe essere facilmente riscontrabile. Con l’editore del Tempo rivendica quarant’anni di familiarità e racconta la telefonata di protesta. Capezzone gli offre il giornale per replicare, ma lui non richiama: non vuole alimentare il dibattito. Preferisce illustrarne le ragioni ai magistrati, che almeno non possono interromperlo per la pubblicità. Il ritratto finale è limpido: Lotito ha salvato tutto, previsto tutto, fatto tutto. Gli manca soltanto una spiegazione: perché, dopo tanta fortuna, i beneficiati continuino a chiedergli di andarsene. ilisis at vero eros et accumsan et iust“.


