Lazio, i calci piazzati continuano a fare male: un gol su tre subito da palla inattiva

Lazio, i calci piazzati continuano a fare male: un gol su tre subito da palla inattiva

Rassegna stampa

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È una fragilità che emerge nei momenti decisivi.

Due colpi, identici, ravvicinati.

Due incornate che hanno indirizzato il derby e acceso un riflettore su un problema che accompagna la Lazio da mesi. Non è una questione nuova, ma contro la Roma è diventata evidente, sicuramente decisiva, al netto di tutte le altre problematiche che hanno condizionato preparazione e gestione della stracittadina: i calci piazzati continuano a fare male. Il dato, preso da solo, potrebbe anche non allarmare, sottolinea il Corriere dello Sport. In Serie A la Lazio ha subito 13 gol da palla inattiva, un numero che la colloca a metà classifica, lontana dalle peggiori. Ma è la proporzione a raccontare la verità. Su 39 reti incassate in campionato, ben il 33% nasce da situazioni da fermo. In sostanza, un gol su tre arriva così. È questo il vero problema per Sarri. Perché spesso arrivano in momenti chiave, spezzano l’equilibrio delle partite, condizionano risultati e umori.

L’elenco dei gol subiti su piazzato, conclude il quotidiano, racconta una stagione fatta di errori ripetuti: episodi che sono distribuiti lungo tutto l’arco del campionato, senza una vera soluzione di continuità. Dalla punizione diretta di Nico Paz contro il Como alla doppietta di sabato, passando per le marcature arrivate su rigore di Gudmundsson (Fiorentina), Malinovskyi (Genoa) ed Ederson (Atalanta), quelle sugli sviluppi di corner di Fadera (Sassuolo), Coco (Torino), Vitinha (Genoa) e Atta (Udinese), quelle a seguito di punizione indiretta (Rrahmani con il Napoli e Delprato con il Parma) o addirittura da rimessa laterale (Lautaro con l’Inter). Cambiano gli avversari, cambiano le dinamiche, ma il risultato resta lo stesso. La Lazio non è tra le squadre più vulnerabili sui piazzati, ma subisce troppo da quelle situazioni in rapporto al totale. È una fragilità che emerge nei momenti decisivi, quando la concentrazione dovrebbe essere massima.