
Lazio, Cataldi si racconta: “Il mio ritorno, Sarri, Immobile e Felipe. Vi dico tutto…”
Dichiarazioni
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Il centrocampista biancoceelste Danilo Cataldi ha parlato a Lazio Style channel.
“Differenza tra il 2018 e il mio ritorno quest’estate? Sono passati un po’ di anni; superati i trenta vivi tutto in maniera diversa, c’è un po’ di esperienza in più, Firenze è stata una tappa diversa rispetto alle precedenti“.
Firenze – “Anche da lì ho visto tutte le gare della Lazio che potevo, anche quando eravamo in spogliatoio con il telefono. Sicuramente i quarti con il Bodo sono stati quelli che mi hanno segnato di più, mi è dispiaciuto per i compagni che ho sentito tutto l’anno. Anche i derby li ho vissuti in maniera caotica, li ho visti insieme a Edo (Bove, ndr)”.
Pioli, Inzaghi e Sarri – “Sono stati tre allenatori importanti. Con Sarri c’è un legame a livello calcistico più adatto alle mie caratteristiche, speriamo di continuare questa crescita“.
Il gol di Provedel – “Una gioia incredibile. Una partita che non meritavamo di perdere, in Champions, è stato un bel momento“.
Mihajlovic – “La Lazio ha avuto grandi giocatori ma anche grandi uomini, se me lo chiedi ora, per quello che è stato e per la mancanza, ti direi che avrei voluto giocare con Sinisa Mihajlovic“.
Kean-Immobile – “Paragone complicato, Ciro ha fatto 8/10 anni a livelli importantissimi, era incredibile in fatto di gol e di continuità. Ha vinto la Scarpa d’Oro in un’epoca con giocatori incredibili. Kean credo sia un giocatore incredibile, ha potenzialità atletiche impressionanti. L’anno scorso ha fatto un campionato importante, è un giocatore forte. Ripetersi è difficile ma ha tutte le qualità per poterlo fare“.
Immobile-Radu – “Quando smetterò dirò che ho avuto la fortuna di giocare con calciatori importanti. Radu è stata la persona che in campo mi ha aiutato di più, ho giocato anche con Klose. Sono, oltre che giocatori straordinari, personaggi importanti nella storia del calcio“.
Felipe Anderson – “Era straripante nei suoi primi quattro mesi alla Lazio, poi è tornato e penso che comunque faceva la differenza, era più pulito magari meno devastante a livello fisico. Giocatore fortissimo“.
Feder – “È il mio sportivo del cuore, mi rivedo le vecchie partite. Credo sia stato un pilastro del mondo sportivo“.
“250 presenze e oltre con la Lazio? Mi fa piacere, penso che da un certo punto di vista non sia stato facile, sono andato via e poi sono tornato. Se mi guardo indietro sono contento e spero di poter portare la Lazio il più in alto possibile“.


