
Lazio, comanda Gattuso, guida Zac con il Cagliari per il sogno di un primo posto solitario che manca da…
Rassegna stampa
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Ci sono traguardi dove arrivi da superuomo, da capitano del sogno, da condottiero da impresa.
Ci arriva Zaccagni. L’andare oltre del capitano è l’andare oltre della Lazio che vuole far gridare al miracolo. Facendo punti con il Cagliari staccherebbe l’Inter e volerebbe in testa da sola, non accade dal 2010-11 con Reja in panchina. Rimase prima fino alla decima giornata (22 punti).Ai comandi oggi c’è Gattuso, alla guida c’è Zaccagni, l’esempio che fa credere alla possibilità di rinascere. Ferito nel corpo, indebolito nel talento. Il capitano si è ritrovato affacciato sull’abisso un po’ come la Lazio l’anno scorso. Senza maniglie o cinture di sicurezza. Mantra e karma sembravano contrari alla squadra e al suo Arciere. Zac non riusciva a risollevarsi dall’operazione per la pubalgia e da infortuni in serie. Ha subito, ha reagito. I suoi occhi, a volte persi, dicevano tutto. Lo sguardo è cambiato con l’arrivo di Gattuso.


