
Lazio, lì dove tutto è iniziato: Frattesi, orgoglio Fidene
Rassegna stampa
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Lì dove tutto è iniziato: a Fidene. Davide Frattesi ci è tornato già nel quartiere dove è cresciuto per mangiare «un chilo di pizza con le patate».
Frattesi è legato visceralmente al suo territorio. Andato via a 16 anni ci è tornato un decennio dopo. Ne sentiva la mancanza. E ha ritrovato quel sorriso che si era perso – come da lui stesso confessato – negli ultimi mesi in nerazzurro anche per via della scomparsa della nonna. È arrivato il tempo di riprendere quei contatti che si sono un po’ sbiaditi, la distanza non aiuta nessuno. «Ci segue sui social, ha mandato qualche video di saluto speciale per qualche nostro piccolo campione – dice ancora Legini – e qualche dedica. Ancora non è venuto a trovarci. Comunque sono pur sempre dei professionisti con molti impegni durante l’anno. Ma adesso l’occasione potrebbe essere buona, noi lo aspettiamo e ora le cose possono sicuramente diventare più semplici. Invito? Ma no, a lui non serve nessun invito. Qui è di casa. Certo, se lo sapessimo prima potremmo sicuramente organizzare qualcosa per accoglierlo nel migliore dei modi». Non solo calcio, ma Davide è un esempio per tutti i ragazzini che si affacciano a questo mondo: «Ha sempre avuto la testa sulle spalle – sottolinea ancora il dirigente del Fidene – sempre ligio al dovere, al lavoro, al sacrificio. Queste doti, oltre quelle tecniche e fisiche, gli hanno permesso di essere il campione di oggi. Un esempio vero per tutti non solo dentro al campo, ma soprattutto fuori. È davvero lì che un uomo riesce a fare la differenza». «Al territorio può solo portare entusiasmo, visto che lui è nato e cresciuto qui. Un sogno per tutti, e anche in società c’è una certa eccitazione. Si è percepita subito, dal momento in cui sono iniziate le voci che lo hanno riguardato sul mercato. E magari ci potrà anche aiutare con la realizzazione di un campo sportivo che a Fidene manca dal 1999». Ci potrebbe essere tempo pure per questo. Ai soldi Frattesi non pensa, lo ha ribadito nella conferenza stampa di presentazione e lo ha fatto capire, soprattutto, accettando la proposta biancoceleste. Per essere felici basta poco: sentire che si è amati, avere la certezza di un porto sicuro nei momenti di difficoltà. E la serenità arriva in campo, si rispecchia nel lavoro. Due gol, sei punti, e primato in classifica. Mica male come impatto in casa Lazio. Ma nessuno si è sorpreso: quasi tutti sapevano che sarebbe iniziata in questo modo. Il Messaggero


