Lazio, “minimo l’Europa”: confronto Gattuso-Fabiani dopo il Milan. Così Rino protegge la squadra da inutili pressioni

Lazio, “minimo l’Europa”: confronto Gattuso-Fabiani dopo il Milan. Così Rino protegge la squadra da inutili pressioni

Rassegna stampa

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La Lazio è in vetta (almeno fino a stasera), Gennaro Gattuso prova a tenere lontano tutto ciò che può trasformarsi in pressione.

Le parole di Angelo Fabiani sulla rosa valutata 400 milioni e sull’Europa come obiettivo minimo hanno aperto il primo vero confronto dialettico della stagione. Il tecnico ha risposto chiedendo equilibrio: pensare una partita alla volta, senza caricare il gruppo di aspettative premature.

Gattuso conosce bene la storia recente della Lazio e sa quanto rapidamente entusiasmo e tensioni possano cambiare il clima di Formello. Per questo preferisce fare da scudo ai giocatori. Alla presentazione aveva indicato diverse squadre più attrezzate, ma dopo quattro giornate i biancocelesti hanno già dimostrato di poter competere con avversarie costruite spendendo molto di più.

Non è la prima volta che il tecnico prende una posizione autonoma rispetto alla società. Sul mercato ha valutato personalmente ogni soluzione, senza accettare giocatori soltanto per il nome. Ratkov non lo aveva convinto, Icardi non era considerato adatto alle esigenze tattiche e di spogliatoio. Gattuso vuole uomini funzionali, pronti a sposare intensità e spirito collettivo.

Il suo lavoro, intanto, sta producendo risultati evidenti. Ha rilanciato giocatori che sembravano destinati ai margini, ha responsabilizzato Frattesi e ha restituito fiducia a Cancellieri e Noslin. Proprio i cambi continuano a incidere: nelle ultime cinque stagioni soltanto la Lazio ha segnato più reti con i subentrati rispetto al Milan.

Il messaggio di Gattuso resta semplice: niente voli, niente obiettivi proclamati a settembre. La squadra deve continuare a correre, pressare e crescere. Fabiani può alzare l’asticella, ma Rino vuole proteggerla dal rumore esterno. In questo momento il vero patrimonio della Lazio è proprio l’allenatore, diventato il guardiano di un equilibrio ancora fragile. E finché il gruppo continuerà a seguirlo, ogni ambizione potrà crescere sul campo, senza bisogno di trasformarsi subito in un obbligo pubblico. Il Corriere dello Sport.

Il contatto tra i due dopo il match, non ha riguardato direttamente le eventuali tensioni del post partita o sull’Europa. Fabiani ha però evidenziato come non intendeva indicare l’Europa come “obiettivo minimo” della Lazio, ma solamente che i biancocelesti devono lottare e provare a tornare in Europa. Il direttore sportivo e Gattuso sono consapevoli che, sulla carta, per investimenti e struttura, la Lazio parta dietro ad almeno sette squadre. E proprio da qui nasce la sfida per provare a sovvertire le gerarchie in classifica. Il confronto si è chiuso positivamente, con stima reciproca: non c’è nessun caso a Formello.