
Lazio, Pinamonti e i cambi: l’oro di Gattuso. Sette reti arrivate dalla panchina
Rassegna stampa
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I centri nell’ultimo quarto d’ora salgono a 5 contro i 3 di un anno fa.
La tripla e precoce sostituzione (al 55’) dei tre pezzi da novanta Tavares, Zaccagni e Frattesi contro il Cagliari è stata coraggiosa, ma il tecnico non si prende meriti: «Una giornata no ci può stare, avevo bisogno di una gamba diversa e in panchina ho gente viva che mi fa star tranquillo».
L’asse Pedraza-Pinamonti già confezionava il 3-1 al Monza, l’ex Sassuolo serviva a Dele-Bashiru la sfera della progressione imperiosa per il tris di Torino, mentre il dodicesimo uomo Gudmundsson sfruttava al meglio l’assist di Doekhi a Udine. Le partecipazioni ai gol dalla panchina, evidenzia Il Messaggero, sono già sette, ma il sigillo dell’islandese in Friuli e la testata del numero 9 ai sardi valgono due rimonte da 4 punti.
Le 4 reti dalle riserve sono già un guanto di sfida alla Lazio di Sarri del 2025/26 che, pur cullandosi sul contributo dei cambi, dopo dieci turni vantava solo il gol del 4-0 di Dia al Verona. Dopo le creature di Mau e Baroni, ecco un’altra Lazio abile sul gong: i centri nell’ultimo quarto d’ora salgono a 5 contro i 3 di un anno fa (Dia all’Hellas, Cataldi al Torino, Zaccagni al Cagliari). Glaciali le firme di Pinamonti (2 tiri in porta in stagione, 2 gol, miglior score per un centravanti in Europa), ma Gattuso esalta anche Pedraza, che dal 30 agosto aveva giocato appena 12’ di media a partita. Prelevato dal Villarreal, in estate sembrava un potenziale inamovibile prima che Tavares gli soffiasse il posto dalla seconda giornata, ma lo spagnolo è sceso in campo col coltello tra i denti e «se entri così, significa che stai seminando bene». Gattuso può dirlo forte, perché al mutare egli interpreti la mentalità dei suoi non cambia di una virgola.


