
Pressing, costruzione, inserimenti e duelli: Gattuso non ha mai pensato ad una Lazio senza Taylor
Rassegna stampa
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L’olandese non è solo volante, è extralarge.
Il pressing, la costruzione, gli inserimenti, i duelli, deve occuparsi di tutto. «Vuole che gestisca la costruzione del gioco, ci schieriamo con un doppio pivot e si aspetta che sia io il principale punto di raccordo anche in fase offensiva», senza pause il racconto di Taylor in nazionale. Ha ampliato il repertorio da quando è arrivato Gattuso. Gli chiede di essere un centrocampista totale, itinerante. Fase di possesso e di non possesso, fine e truce al tempo stesso. Rino non ha mai pensato, evidenzia il Corriere dello Sport, ad una Lazio senza di
lui, per quanto il pericolo esistesse a giugno. Le difficoltà della società, la partenza dei big, tutto ha contribuito a creare dubbi a Taylor. L’arrivo di Frattesi e il mercato di agosto lo hanno rimotivato. Insieme a Davide è il giocatore che può spostare una partita e la stagione. Partite piene, questo s’aspetta Rino dalle mezzali. Divorare il campo, inventare giocate, colpire. Disarmare e armarsi, sia Taylor che Frattesi hanno dimostrato di saperlo fare benissimo.
Taylor, conclude il quotidiano, non ha mai avuto problemi di ambientamento. E per essere ancora di più un giovane leader ha iniziato a studiare l’italiano con l’aiuto di un insegnante, lezioni private ogni settimana. «Per me è stato positivo lasciare l’Olanda e trasferirmi in un nuovo ambiente per continuare a crescere sia a livello personale che calcistico», nell’intervista rilasciata nei giorni scorsi in Olanda non ha mai rimpianto la decisione di giocare in Italia. Ora sta alla Lazio tenerlo lontano dal mercato. Il rischio del saldo zero o di un blocco totale potrebbero spingere club della Premier a tentare l’assalto a gennaio. Taylor ha un contratto fino al 2030, è un accordo con incentivo. Per ogni anno che resta è previsto un aumento. Non è una garanzia di continuità, può esserlo solo una Lazio di nuovo ambiziosa.


