
Lazio, sconforto a Formello dopo la denuncia di Lotito: appelli vani, Gattuso isola il gruppo
Rassegna stampa
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Impossibile far finta di non vedere la differenza fra l’osmosi in trasferta e la solitudine all’Olimpico.
Che effetto avrà l’inchiesta dei pm della Dda di Roma per le pressioni su Lotito a cedere la Lazio? Esiste il rischio di alimentare il dissenso e di penalizzare la squadra di Gattuso, a sorpresa al secondo posto in classifica dopo quattro giornate di campionato. Quest’inizio inaspettato poteva forse rappresentare uno stimolo per far tornare pian piano un po’ di tifosi all’Olimpico, anche se tanti avevano già sottolineato come i risultati sportivi non c’entrino nulla con la contestazione a Lotito. Ma, sottolinea Il Messaggero, l’ennesima bufera scatenatasi ieri mattina può mandare in fumo i tentativi di mediazione andati in scena nella ultime settimane a Formello.
Un amore sempre più tormentato. Sconforto ieri a Formello, per l’ennesimo caos esploso nel mondo Lazio. «Sogno di rivedere il nostro stadio pieno», ripeteva sabato sera Gattuso, mai davvero rassegnato all’idea di giocare un’intera stagione senza il proprio pubblico. Alla sua banda, serve un spinta in più. Impressionante l’apporto già dato dai propri sostenitori a Bologna (3500), Udine (2500) e il sostegno che ci sarà anche sabato a Venezia (polverizzati i 500 posti messi a disposizione nel settore ospiti del Penzo). La Lazio ha invece pagato il secondo tempo in silenzio fra le proprie mura e si è consegnata al Diavolo. Impossibile far finta di non vedere la differenza fra l’osmosi in trasferta e la solitudine all’Olimpico. Gattuso ieri ha dovuto ribadire al gruppo di isolarsi da quanto sta accadendo all’esterno e di pensare solo a dare il massimo in campo, ma Zaccagni e compagni soffrono inevitabilmente di una situazione, che passa sopra le loro teste, ma li travolge ormai dallo scorso gennaio. Nessun giocatore si è mai esposto più di tanto. Tutti rispettano una «decisione coerente», è impossibile far fare un passo indietro a Lotito.
Lotito è ancora certo di essere nel giusto e che ci sia una macchinazione per costringerlo a vendere, anche se ieri all’uscita da Palazzo Madama non si è espresso sugli ultimi sviluppi del caso. Il suo pensiero era però emerso di recente, dopo la terza vittoria consecutiva dei ragazzi di Gattuso: «Siamo primi in classifica, i tifosi cosa vogliono di più?». È proprio quest’atteggiamento di sfida perenne a non essere più compreso dalla sua gente, dopo oltre un ventennio.


