Lazio, il “tiro a giro” è la specialità di Isaksen

Lazio, il “tiro a giro” è la specialità di Isaksen

Rassegna stampa

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Gustav ormai potrebbe inserirlo direttamente nel proprio biglietto da visita.

Cambiano lo stadio, l’avversario e lo sviluppo dell’azione, non il risultato: mancino aperto, pallone indirizzato sul secondo palo e portiere battuto.

Era successo contro il Monza all’Olimpico, si è ripetuto appena una settimana dopo all’Allianz Stadium. Due gol consecutivi per Isaksen, molto simili tra loro, per certificare il ritorno definitivo del danese, rigenerato dopo la pausa per le nazionali. Col Monza il suo primo gol stagionale con la Lazio si è ripetuto a Torino, dopo i segnali già lanciati con la Danimarca durante la sosta. Da quando veste la maglia biancoceleste, evidenzia il Corriere dello Sport, Isaksen ha già segnato otto gol costruiti attraverso differenti versioni dello stesso fondamentale: sinistro a incrociare indirizzato verso il palo lontano. Il primo risale al 22 dicembre 2023 contro il Frosinone, seguito da quello al Bologna del 18 febbraio 2024. Poi sono arrivate alcune delle reti più importanti della sua esperienza romana. La gemma al Maradona contro il Napoli, l’8 dicembre 2024, regalò alla Lazio una vittoria per 1-0. Tre mesi più tardi, il 6 marzo 2025, Isaksen utilizzò ancora la sua firma a Plzen, in Europa League, segnando il 2-1 sul Viktoria Plzen all’ultimo respiro. Quindi il Cagliari nel novembre 2025 e la Cremonese nel maggio scorso. Fino alla “doppietta” delle ultime due settimane tra Monza e Juventus.

La differenza oggi, conclude il quotidiano, è che al colpo tecnico Isaksen sta aggiungendo tutto quello che Gattuso gli aveva chiesto. Contro il Monza non aveva soltanto segnato: era stato il calciatore della Lazio con più chilometri percorsi, ben 12,276. Rino aveva spiegato durante la sosta che Gustav necessitava soprattutto di minuti per ritrovare la condizione. La Danimarca glieli ha concessi e lo ha restituito a Formello con un gol, un assist e un rigore procurato. La Lazio ne sta raccogliendo i frutti. Isaksen non deve più limitarsi alle fiammate, ma trasformare il proprio talento in continuità. Gattuso gli chiede corsa, sacrificio, aggressività e presenza dentro la partita. Il danese sta rispondendo senza rinunciare alla giocata che lo rende diverso dagli altri. Otto volte dal suo arrivo a Roma ha trovato la stessa strada verso la porta, perfezionandola fino a trasformarla in un marchio di fabbrica. Dal Frosinone alla Juventus, passando per le perle di Napoli e Plzen. Perché quando Isaksen si accentra sul sinistro, ormai, tutti sanno dove vuole mettere il pallone.